Olivetti, l’utopia felice del capitalismo dal volto umano

“Le cose nuove si fanno solo con i giovani. Solo i giovani ci si buttano dentro con entusiasmo, e collaborano in armonia senza personalismi e senza gli ostacoli derivanti da una mentalita’ consuetudinaria”. Era il 1955, mille anni fa. Cosi parlava Mario Tchu, figlio di un diplomatico cinese e padre del primo computer mondiale, l’Elea. Una macchina rivoluzionaria, prodotta dall’industriale piu’ eretico e geniale di tutti i tempi, Adriano Olivetti. Il suo credo: ‘I lavoratori sono persone: bisogna premiarli, dar loro fiducia’. Riletta oggi, la vicenda di Olivetti sembra fantascienza. Fatturati record, operai felici, prodotti d’avanguardia. Per i ras del capitalismo italiano, che invece puntavano sull’industria pesante ” auto e chimica ” l’eretico di Ivrea era ‘un bubbone da estirpare’. E cosi fu: come tutti i grandi italiani, Adriano Olivetti fu incompreso, isolato e poi dimenticato. (continua…) (Approfondisci la notizia su: http://www.libreidee.org)

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