SIAMO SERVI DI UNA REALTA’ CAPOVOLTA

Oltre al momentaneo e illusorio vantaggio particolare, non definirei il divorzio e l’aborto, conquiste, ma dei veri e propri “escamotage”.
Viviamo in una societa’ che ha corrotto e corroso ogni autentico valore, ribaltandone il significato originario. Cosi la licenza e’ mutata in liberta’, la menzogna in verita’, la contraffazione in realta’ e la catastrofe ambientale, un necessario effetto collaterale, del
processo di civilta’.

E’ dall’interno che dobbiamo intervenire per migliorare la societa’, sensibilizzando ogni cellula del suo tessuto connettivo, e adducendo agli individui, le oggettive responsabilita’, individuali. Non e’ nel trionfo del ‘meno peggio’, che daremo un futuro ai nostri figli!

Le societa’ moderne relativiste e opportuniste, giocano sulla diaspora del nucleo familiare, per meglio controllare, schiavizzare e far consumare (dividi et imperat).

Noi dobbiamo ribellarci a questo gioco sporco. Il solo modo per uscire da questa palude, e’ rimanere uniti, in primis, all’interno del nucleo famigliare, e solidali con gli altri nel contrastare la barbarie morale e mentale del liberismo pagano.

Io combatto e combattero’ sempre per una societa’ di famiglie unite, patriarcali, con tanti figli e nipoti cresciuti al sole di valori imperituri nello spirito della solidarieta’, e dell’etica, nella speranza che, ancora qualcuno, ne conosca il suo vero significato. Io sono un uomo moderno, il piu’ moderno e, proprio in virtu’ di questo motivo, non raccontero’ mai ai miei figli che il divorzio, l’aborto e il trapianto degli organi, sono state conquiste di civilta’. Il mio
ideale politico si rifa’ ai valori del novecento di uguaglianza e liberta’ dove, nessuna “idea dominante” avrebbe mai potuto speculare sulle debolezze, e fare leva sul lato peggiore degli individui per essere, in seguito, mistificata e spacciata come un diritto.

Le ipocrite lusinghe e le facili seduzioni del Sistema (armi improprie di distrazione di massa), hanno prodotto la catastrofe ambientale e la deriva etica e morale delle societa’ occidentali consumiste. Io ho la mia di testa e nessun caprone omologato potra’
minimamente scalfire le mie certezze. Si, e’ vero, io ho delle certezze!!! Grazie a Dio, io penso al di fuori del Sistema, ritenendolo un elemento destabilizzante e parametro di stampo relativista, opportunista e nazifascista.
L’immagine raccapricciante del mondo che ci circonda e’ lo schifo prodotto anche da queste che ci ostiniamo, per brevita’, a chiamare conquiste, e diritti.

Come possiamo minimamente immaginare che il Sistema Liberista Relativista (vista la sua indole), abbia a cuore la nostra condizione sociale e umana? In quale modo intende attenuare il nostro disagio esistenziale e la oramai cronica frustrazione, se ogni solido punto di riferimento e di oggettivo confronto  ci e’ stato sottratto per ottemperare alle logiche liberticide di una nuova e inedita forma di ‘dittatura delle liberta’? Spacciare la licenza, come liberta’ e diritto, e’ la geniale trovata di un Sistema che, sul profitto ad ogni
costo e con ogni mezzo, ha edificato il suo impero perverso e pervertito. L’uomo moderno non conosce la felicita’ e, il suo dolore, sara’ sempre piu’ profondo e pungente. La causa di tutto questo e’ la nostra fottuta cazzonaggine, risultato ultimo di approssimazione,
qualunquismo e inettitudine morale. .

Non intendo essere frainteso, da una sommaria, pregiudiziale e superficiale lettura di quando sopra da me affermato. La mia, e’ una intrinseca provocazione che ha lo scopo di scuotere le coscienze dall’accettazione preventiva e incondizionata di pratiche relative a
temi cosi sensibili e dal rischio di assuefazione.

Interpretare il significato delle mie parole come il risultato finale di una serie di numeri, e’ tipico del pensiero omologato e di uno stato etico capovolto. Non credo nel modo piu’ assoluto che il concetto di civilta’, liberta’ e dritto, coincidano con queste “conquiste”, ne tanto meno, che il mondo, prima di adesso, fosse avvolto da un totale oscurantismo. E’ vero l’esatto contrario come del resto, l’immagine raccapricciante della nostra realta’, conferma
in maniera incontrovertibile.

Sorrido di fronte agli esempi del prezzemolo e di ferri da calza (usati in passato per abortire), addotti in maniera strumentale e per niente efficace, come le pistole fumanti di delitti efferati. Potrei, al contrario, portare un’infinita’ di esempi, di scempi, di
aberrazioni, di vizi e perversioni, carta di identita’ del nostro quotidiano vivere, che farebbero impallidire qualsiasi passato. La verita’ e’ che siamo a tal punto dipendenti da questa realta’ che ci e’ negata la capacita’ di immaginarne un’altra, diversa e conforme alla
vera natura dell’uomo.
Il divorzio, l’aborto, gli anticoncezionali e affini, non sono che palliativi e, quelli che oggi, vengono platealmente definiti diritti, degli escamotages. Del tutto leciti, ma sempre escamotages. Risolvono si, il problema dal punto di vista tecnico, ma ben lontani
dal produrre gli anticorpi necessari a contrastare la degenerazione e l’appiattimento della coscienza individuale. Dobbiamo recuperare le ragioni per un mondo giusto ritenendo, quelle che oggi sono impropriamente definite conquiste di civilta’, una estrema forma di
sopravvivenza agli attacchi mortali di una societa’ perversa e senza futuro.

Gianni Tirelli

(Tratto da: http://www.stampalibera.com)

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