Romano (GIV): Questo Governo calpesta la Costituzione

Nel 2008 Antonio Di Pietro nomina Massimo Romano Coordinatore Nazionale Dei Giovani Italia dei Valori, Da allora l’avvocato molisano ha ricoperto questo prestigioso ruolo con grande passione e impegno. I GIV sono un movimento politico giovanile molto interessante perché hanno il chiaro intento di avvicinare i giovani ai valori di Libertà,Democrazia e Tolleranza.  Romano ha risposto con grande disponibilità alle mie domande dimostrando grande rispetto verso la comunicazione giornalistica. (Agrippino Castania)

Dott. Romano nel 2008 è stato nominato coordinatore nazionale dei Giovani Italia dei Valori, gruppo molto interessante visto le vostre iniziative, quali sono i vostri obiettivi primari?

Italia dei Valori è un partito post- ideologico che regge su due pilastri fondamentali: la forza carismatica del suo leader Antonio Di Pietro: l’adesione e la condivisione di alcuni valori che riteniamo fondanti di ogni ordinamento democratico: dalla legalità alla libertà dell’informazione, dalla lotta contro tutte le mafie alla denuncia di ogni forma di conflitto d’interessi. Italia dei Valori si pone, oggi, come forza di opposizione ad un Governo pericoloso che sta mettendo in campo politiche sbagliate per il paese, dalla giustizia alla politica fiscale. Ma stiamo costruendo, dall’opposizione, una vera alternativa di governo, che vedrà, dalla prossima festa di Vasto (settembre 09), il lancio di una proposta politica per guidare il Paese. Il contributo dei giovani del partito si iscrive in questo solco: contribuire alla costruzione della piattaforma politica per un’alternativa di Governo offrendo il punto di vista di una generazione che si informa ormai soltanto sulla rete, che conduce battaglie in piazza e nella rete contro le illegalità diffuse, che soffre la condizione di precariato a tempo indeterminato, che vede offeso il merito e le competenze.

Perché ha deciso di entrare in politica?

Sono Consigliere regionale del Molise, eletto a 24 anni, e ora, a 27 guido l’opposizione di centrosinistra nei banchi del Consiglio comunale di Campobasso. La politica è la più alta forma di espressione della persona umana. Ecco, ho scelto la strada della politica, probabilmente ipotecando alcune prospettive di carattere professionale, perché credevo di avere qualche buon argomento da rappresentare nelle sedi istituzionali per muovere le acque in una Regione ormai assuefatta al malcostume, dove la clientela è la cifra del successo politico e il voto di scambio più spudorato è ormai legge, dove il coinvolgimento dei massimi vertici istituzionali in procedimenti penali pesantissimi non stupisce più nessuno, dove la spesa pubblica serve solo ad accrescere il potere dell’assessore di turno, dove interi assessorati sono schierati in favore di questo o di quel partito lottizzando persino i vigilanti all’ingresso ,dove  i fondi strutturali europei vengono distribuiti con il criterio dell’appartenenza partitica dell’amministrazione comunale pro tempore, dove i reparti ospedalieri di un sistema sanitario al collasso hanno sempre un nome e un cognome. Spesso lo stesso Cognome.

Antonio Di Pietro ha dichiarato che toglierà il suo nome dal simbolo Idv che ne pensa?

Che non mi convince. Italia dei Valori è Di Pietro. Ma riconosco ad Antonio la lucidità di capire che ormai è giunto il momento di emancipare il “veicolo” dal “conducente”. Le carenze organizzative, soprattutto a livello territoriale, rappresentano una palla al piede gigantesca alla crescita esponenziale di Idv. E’ dunque necessario un processo di ristrutturazione, a livello di uomini e di metodi. Itali dei Valori oggi è  l’approdo di milioni di cittadini. E’ un argine democratico alla deriva di un Paese che ha smesso di crederci. Di Pietro oggi è l’unico competitor reale di Berlusconi, e credo che la rete si muova intorno a lui, da settori del mondo culturale a figure eminenti dell’informazione, rappresentino già una reale alternativa, di facce e di contenuti.

Si dice che gli occhi sono lo specchio dell’anima, io affermo che i giovani sono lo specchio della società, secondo lei che futuro avrà, sul piano di vista lavorativo e sociale, la nuova generazione italiana?

Sono pessimista. Il Paese, soprattutto il sud, è al collasso. Al Governo c’è un signore che calpesta quotidianamente la Costituzione. Le università producono certificati cartacei che valgono più o meno come le azioni della Parmalat dopo il crack. I partiti sono ricettacoli di figure ambigue e spesso inutili. I sindacati non ne parliamo. E’ un Paese bloccato da una miriade di interessi particolari che difendono loro stessi. Non c’è più un quotidiano o una rete televisiva che faccia informazione. In Parlamento ci sono figure che non hanno nulla da dire e non saprebbero neppure dirlo. Il modello sociale di riferimento sono diventate le veline e i protagonisti del Grande Fratello. O c’è un cambio di rotta immediato oppure dovremo attendere la prossima generazione. Perché la mia, e probabilmente anche quella dietro di me, sono già compromesse.

Intervista a cura di Agrippino Castania per Criticamente.it


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