Crimine organizzato, opere pubbliche e calcestruzzo scadente: l’elenco delle opere oggetto di inchiesta da parte delle Procure della Repubblica in Italia, caratterizzate dall’intervento della criminalità organizzata che lucra risparmiando sul cemento e sostituendolo con sabbia, è raccontato nel dossier “Cemento disarmato. Storie di un Paese a rischio crollo, tra sabbia e cemento”, realizzato da Legambiente, un elenco che comprende strade e ponti, scuole, ospedali, palazzi pubblici. C’è il caso del Palazzo di Giustizia in costruzione a Gela e di un Commissariato di Polizia in provincia di Trapani; l’indagine della DIA di Messina che ha portato al sequestro di due impianti di calcestruzzo del valore di circa 50 milioni di euro che fornivano una materia prima di qualità molto scadente, con indagini che si ramificano dalla Sicilia al Veneto. C’è l’operazione “Piedi d’argilla” della Dda di Campobasso su nove chilometri della variante ANAS di Venafro sulla Termoli San Vittore, per la quale l’ANAS è stata costretta a sostituire il 57% dei pali di calcestruzzo con una spesa aggiuntiva di oltre due milioni di euro. E altri esempi, di opere crollate o demolite, che riguardano gallerie, scuole e sequestri di aziende.
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