Lampadine a basso consumo e rischi per la salute


L’Unione Europea ha deciso gia’ dal 2009 di eliminare le vecchie lampadine a incandescenza per sostituirle con quelle al neon e a fluorescenza. Obiettivo del provvedimento: abbattere i consumi energetici. Tuttavia, il prezzo da pagare per la riduzione dei consumi,in questo caso, sembra essere proprio la salute. Che fare allora?
lampadina
L’Unione Europea ha deciso gia’ dal 2009 di eliminare le vecchie lampadine a incandescenza per sostituirle con quelle al neon e a fluorescenza

In diversi campi, per lo piu’ attinenti al consumo di energia, stiamo attraversando una fase incerta e controversa, caratterizzata dalla transizione fra diverse tecnologie. Per quanto riguarda la produzione energetica di massa, per esempio, assodato che e’ necessario superare i combustibili fossili, ci si sta barcamenando fra fonti energetiche pulite ma ancora poco sviluppate, come l’eolico o il solare, e altre forme di produzione che, nonostante vengano spacciate per panacee del problema energetico, costituiscono una grande incognita in termini di inquinamento e smaltimento (pensiamo naturalmente al nucleare).

Qualcosa di simile sta avvenendo anche nel campo dell’illuminazione. Circa un anno fa, l’Unione Europea ha annunciato un passo che sembrava decisivo verso l’abbattimento dei consumi dovuti all’illuminazione, in particolar modo quella domestica, bandendo le lampadine a incandescenza, ordinando la cessazione della produzione e iniziando a ritirarle dal mercato a scaglioni definiti dal wattaggio (si e’ partiti con quelle da 100 watt per finire con quelle da 25). In sostituzione, esistono diversi tipi di lampadine, ognuna con standard energetici migliori, consumi piu’ bassi, ma anche con pericolose controindicazioni in termini di inquinamento e danni alla salute delle persone.

Il problema principale delle lampadine a basso consumo a neon e fluorescenza e’ che contengono una quantita’ di mercurio che puo’ arrivare fino a 5 mg, caratteristica che le porta a essere considerate rifiuti pericolosi. Oltre al rischio di entrare a contatto con mercurio, ioduri e altri metalli pesanti contenuti in queste lampade in caso di rottura, si presenta anche un grosso problema al momento dello smaltimento, che andrebbe effettuato seguendo una procedura particolare poiche’ questi rifiuti non possono essere condotti in discarica.

bidone spazzatura
La maggioranza degli utilizzatori delle lampade a basso consumo le tratta come normali lampadine a incandescenza buttandole nella spazzatura quando si bruciano

Il problema e’ che la stragrande maggioranza degli utilizzatori di queste lampade non conosce questo aspetto e le tratta come normali lampadine a incandescenza buttandole nella spazzatura quando si bruciano. Esistono aziende di servizi, come il consorzio Ecolamp, che curano lo smaltimento di questo tipo di rifiuti, potendo contare anche su un eco-contributo previsto dalla normativa europea sui RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche).

Questo contributo si manifesta sotto forma di sovrapprezzo che i produttori scaricano sul costo finale in base al Decreto RAEE del settembre 2007, che pero’ e’ in contraddizione con il principio stabilito dal Decreto Legislativo 151/2005 che sancisce la responsabilita’ diretta dei produttori verso i loro prodotti al momento dello smaltimento. Al di la’ di questo ingiustificato onere economico, sono pochissimi coloro che smaltiscono correttamente questi rifiuti pericolosi.

Tuttavia, i rischi delle lampade a fluorescenza a basso consumo non sono finiti. Da diversi studi (quello del centro francese CRIIREM o quello della rivista americana American Journal of Industrial Medicine, ad esempio) e’ emerso che questo tipo di lampade puo’ provocare radiazioni elettromagnetiche pericolose soprattutto a distanze ravvicinate (se ne sconsiglia pertanto l’uso su abat-jour, luci da tavolo, luci da lettura, ecc.), oltre a essere responsabile della cosiddetta ‘elettricita’ sporca’. Questa tipologia di elettricita’ e’ provocata da transienti (interruzioni) e picchi elettrici che generano un inquinamento da radiofrequenze molto pericoloso, responsabile dell’incremento del rischio di tumori, infarti, ictus, degenerazioni cerebrali, emicranie, insonnia e altre patologie che sono state denunciate dall’Appello di Friburgo, sottoscritto da piu’ di tremila medici europei.

Infine, le lampade a fluorescenza emettono radiazioni ultraviolette, responsabili di gravi danni a pelle e occhi. Infatti, molte di esse sono dotate di rivestimenti protettivi.

energia sole
Se volete abbattere i consumi della vostra casa ma temete i rischi della fluorescenza, sfruttate al massimo la luce naturale

Sembra dunque che il passaggio a lampadine piu’ efficienti dal punto di vista energetico imposto dall’Unione Europea porti piu’ danni che giovamenti, un po’ come succede per la tecnologia nucleare, presentata come una soluzione ai problemi energetici ma gravata da grandi incognite per quanto riguarda la pericolosita’ delle scorie, dei rifiuti che produce e dei materiali che impiega.

Ciononostante, almeno stando ai dati forniti dai produttori, dagli enti di controllo e dalle istituzioni, queste nuove tecnologie dell’illuminazione garantiscono risparmi di energia elettrica che abbattono fino all’80% dei consumi generati dalla tradizionale incandescenza.

Che fare dunque? Consumare di meno o preservare la nostra salute? In realta’ esiste una soluzione intermedia, tanto banale quanto efficace, che puo’ essere adottata almeno finche’ non verranno risolti i pesanti dubbi sulla pericolosita’ delle lampade a fluorescenza. Il principio e’ molto simile a quello da applicare a un altro campo tradizionalmente ‘energivoro’, cioe’ quello della mobilita’: piuttosto che prodigarsi nel trovare mezzi di spostamento sempre meno inquinanti e sempre piu’ parchi nei consumi, bisognerebbe fare una cosa semplicissima, ovvero ridurre il volume stesso degli spostamenti. In parole povere: non tanto spostarsi meglio quanto piuttosto spostarsi meno.

Lo stesso vale per il consumo energetico: e’ inutile utilizzare lampadine a basso consumo (e potenzialmente dannose per la salute) per fornire un’illuminazione che spesso e’ superflua. Se volete abbattere i consumi della vostra casa ma temete i rischi della fluorescenza, agite direttamente alla fonte: installate cellule sensibili al movimento, interruttori elettrici temporizzati, sfruttate al massimo la luce naturale installando finestre e lucernari, prestate attenzione ad accorgimenti spesso molto banali ma efficaci, come ricordarvi di spegnere le luci quando uscite da una camera.

Insomma, adottate tutte le misure utili a eliminare lo spreco di energia elettrica dovuto all’illuminazione superflua. Quando poi disporremo di tecnologie capaci di fornirci lampadine che siano al tempo stesso sicure e capaci di bassi consumi, il quadro sara’ completo.

(Tratto da: http://www.ariannaeditrice.it)

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