La corsa all’energia pulita


Lo scorso 2 settembre Steven Chu (vedi link), premio Nobel per la fisica e Segretario del Department of Energy degli Stati Uniti d’America, ha annunciato la creazione di un nuovo istituto di ricerca sulle ‘energie pulite’, il Clean Energy Research Center (CERC). Il centro avra’ due obiettivi: migliorare l’efficienza energetica delle automobili e trovare un modo efficace per la cattura e lo stoccaggio di anidride carbonica, rendendo cosi utilizzabile anche il carbone in un quadro di prevenzione dei cambiamenti climatici.

L’investimento economico sul CERC e’, per ora, relativamente modesto: 150 milioni di dollari. Ma l’investimento politico e’ enorme: il centro, infatti, nasce in joint-venture con la Cina. I due paesi sono nel medesimo tempo i piu’ grandi utenti al mondo di ‘energie non pulite’ e i due piu’ grandi investitori al mondo in ‘energie pulite’. Secondo un’indagine della Pew Charitable Trusts, un gruppo indipendente di ricerca che ha pubblicato di recente un rapporto intitolato Who’s Winning the Clean Energy Race? (Chi sta vincendo la corsa alle energie pulite?), la Cina e’ il paese che ha investito di piu’ nel 2009 in ‘energia pulite’: 34,6 miliardi di dollari. E al secondo posto vengono proprio gli Stati Uniti: 18,6 miliardi di dollari.

La differenza tra i due paesi e’, pero’, notevole. E questo ha due riflessi. Uno sull’economia reale: la Cina e’ il maggior esportatore al mondo di tecnologie nel campo dell’energia solare e dell’energia eolica. L’altro sull’economia, per cosi dire, percepita. Come ha piu’ volte sottolineato il presidente Barack Obama, lo sviluppo delle energie pulite e’ questione di importanza strategica. E gli Usa non devono perdere la competizione globale. Soprattutto non devono concedere alla Cina questo vantaggio cruciale.

Che il settore, d’altra parte, sia realmente promettente lo dimostra il fatto che tra il 2005 e il 2009 gli investimenti mondiali in ‘energia pulita’ sono aumentati del 230%, passando da 70 a 162 miliardi di dollari. Quest’anno l’aumento dovrebbe essere di un ulteriore 25%, portando gli investimenti globali a 200 miliardi di dollari. Le energia pulite sono la punta di diamante della green economy.

L’idea di creare centri comuni di ricerca – il CERC dovrebbe essere il primo di una serie – fornisce, dunque, un’indicazione politica forte: la competizione tra Usa e Cina in questo settore strategico puo’ essere solidale e non aggressiva. Con vantaggio di tutti.

Gia’, ma perche’ considerare solo la partita a due? In realta’ anche altri possono dire la loro. A iniziare dall’Europa. Che, con 40 miliardi di dollari spesi nel 2009, resta la regione al mondo che investe di piu’ in energia pulita. Europei sono anche i paesi che investono di piu’ in termini relativi (0,74% del Pil, la Spagna; 0,51% del Pil la Gran Bretagna; la Cina e’ solo terza con lo 0,39% del Pil). Il guaio degli europei e’ che, ancora una volta, vanno divisi alla gara.

Tanti investimenti stanno producendo risultati tangibili. Nel 2009, per esempio, nel mondo la potenza di ‘energia rinnovabile’ installata ammontava a 250 GW (vento, piccola idroelettrico, biomasse, solare, geotermico): piu’ o meno il 2,5% dei consumi di energia elettrica dell’intero pianeta. Gli Stati Uniti, con una potenza gia’ installata di ‘energia pulita’ di 53,4 GW, sono primi nel settore. Tallonati molto da vicino pero’ dalla Cina, che ha una potenza installata di 52,5 GW. La quota maggiore di energia pulita prodotta negli Usa viene dal vento e dalle biomasse. In Cina la quota maggiore viene dal piccolo idroelettrico e dal vento: anche se Pechino conta di arrivare a 30 GW installati di potenza eolica entro il 2020.

Terza, in questa speciale classifica, viene la Germania con 35,4 GW di potenza installata. La Germania e’ seconda assoluta nell’eolico, ma prima assoluta (con 5,5 GW di potenza gia’ installata) nel solare: considerata da molti l’energia rinnovabile col futuro piu’ promettente. Al quarto posto viene la Spagna, con 22,3 GW di potenza installata. Il paese iberico e’ quarto assoluto nell’eolico e secondo assoluto, insieme al Giappone, nel solare.

L’Italia non e’ messa male, in questa classifica. E’ infatti tra i primi dieci paesi al mondo per potenza installata. Nel nostro paese sta crescendo l’eolico e abbiamo un settore geotermico molto sviluppato. Il problema del nostro paese e’ che non riesce ancora a produrre le tecnologie pulite di cui ha bisogno. Problema che si puo’ risolvere solo aumentando gli investimenti in ricerca. Come fanno in Germania o in Spagna. E come fanno Usa e Cina, anche insieme.

(Tratto da: http://www.ariannaeditrice.it)

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