Agricoltura al collasso

(Fonte: Inviatospeciale.com/)

I prezzi all’origine dei prodotti sono in caduta libera. I contadini e gli allevatori sono allo stremo.

Nel primo trimestre di quest’anno i prezzi all’origine sono scesi del 6,2 per cento su base annua e questo dopo che lo stesso fenomeno si era verificato nel 2009.

I dati diffusi dall’Istituto nazionale di economia agraria (Inea) sono allarmanti. Il 50 per cento delle aziende agricole non riesce a produrre bilanci in utile e riescono a resistere alla crisi sole le realta’ produttive piu’ grandi.

Per l’Istat, poi, nel primo trimestre del 2010 si e’ rilevato un aumento tendenziale dell’1,2 per cento dei costi sopportati dagli agricoltori.

Il comparto agricolo e’ in fermento ed oggi Confagricoltura ha organizzato un in sit-in di protesta davanti alla Camera per protestare contro l’assenza di misure governative a favore del settore.

Secondo la Confederazione italiana agricoltori nei prossimi tre-quattro anni altre 250 mila aziende potrebbero chiudere i battenti e lo scenario “nelle prossime settimane si aggravera’ ulteriormente vista la fine della proroga al 31 luglio della fiscalizzazione degli oneri sociali per le zone svantaggiate e di montagna e la mancata reintroduzione del ‘bonus gasolio’ per le serre”.

Coldiretti denuncia lo “strapotere contrattuale” delle grandi catene di vendita al dettaglio. Per ogni euro speso dai consumatori per l’acquisto di alimenti – fa sapere l’organizzazione – il 60 per cento va alla distribuzione commerciale, il 23 per cento all’industria di trasformazione e solo il 17 per cento entra nelle tasche dei coltivatori.

(Tratto da: http://www.inviatospeciale.com/)

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