Nagasaki, un crimine di guerra rimosso

fonte: rinascita.eu

Quando si apprende cio’ che ha fatto l’America alla citta’ di Nagasaki si trema di rabbia. La riduzione atomica in cenere del centro della citta’ il 9 agosto1945 non si puo’ considerare la giusta punizione per l’attacco giapponese a Pearl Harbour, di cui Franklin Delano Roosevelt era a pre-conoscenza e da lui provocato.
Il Giappone era in ginocchio, a Hiroshima, Nagasaki fu un atto superfluo di strage di massa che non ha mai ricevuto sufficiente considerazione e
d attenzione all’Ovest. Auschwitz ha gonfiato l’olocausto in tale proporzione, che non c’e’ posto per Nagasaki o per qualsiasi altro; specialmente uno di cui l’America reca la responsabilita’. La gente a Nagasaki fu immolata sull’altare della dottrina americana della ‘resa incondizionata’ ”’ non perche’ i giapponesi ‘non si arrendevano’, ma perche’ essi non desideravano arrendersi ‘senza condizioni’ (con la sinistra prospettiva che il loro Imperatore sarebbe stato giustiziato).
La verita’ sulla volonta’ giapponese di arrendersi fu portata a conoscenza di Roosevelt fin dal 1943 dal suo primo consigliere militare, ammiraglio William D. Leary, a Walter Trohan, capo redattore del ‘Chicago Tribune’. Trohan disse che gli era stato proibito dalla censura militare pubblicare la dichiarazione di Leary fino a dopo che la guerra nel Pacifico fosse terminata.
Nel libro di Paul Glynn del 2009 ‘A Song for Nagasaki’ incontriamo una straordinaria figura umana. Il Dr. Takashi Nagai, un giapponese tradizionalista di discendenza samurai, innamorato della Yamato-damashii (la cultura e lo spirito dell’antico Giappone). Cio’ nonostante, il Dr. Nagai si converte alla religione cattolica nella citta’ piu’ cattolica giapponese, Nagasaki. Egli si trova il 9 agosto 1945 a ‘ground zero’, il giorno dello scoppio della seconda bomba atomica sul Giappone’¦
Ci sono due narrazioni in questo libro. La prima e’ una commovente ed edificante biografia dello straordinario Dr. Nagai, paradigma di cio’ che c’e’ di piu’ bello nel carattere dei giapponesi.
La seconda e’ un filo che parte dalla prima: la contemplazione del fatto sconvolgente che il governo degli Stati Uniti prese di mira per l’annichilimento la citta’ piu’ giapponese e cattolica dell’Asia.
Questo atto perverso e barbaro non puo’ essere negato o spiegato in alcun modo. I super-patrioti affermano spesso che l’America e’ una terra cristiana, ma le registrazioni documentarie mettono fine a questo mito. Se esaminiamo i fatti troviamo una grottesca manifestazione di odio verso Cristo in due attacchi separati alle cattedrali cristiane nei due emisferi; uno e’ conosciuto, l’altro e’ oscuro.
Nel 1931 Lazar Kaganovich, primo segretario della sezione moscovita del partito comunista sotto Stalin, ordino’ la distruzione della magnifica cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca. In mezzo alle rovine di quella grande cattedrale, si dice che abbia esclamato: ‘Madre Russia e’ abbattuta!’. Per quanto non abbiamo registrazione di una simile espressione del presidente Harry S. Truman, sappiamo che nel 1945, per suo ordine, la cattedrale di Urakami, unico edificio del genere in Giappone e la piu’ grande chiesa cattolica in Asia (lunga circa 77 m, ospitante 5000 fedeli, due campanili alti piu’ di 30 m) fu ridotta in cenere da fuoco atomico a Nagasaki.  Per mitigare la rabbia cattolica, il governo degli Stati Uniti creo’ la storia di copertura, secondo la quale Nagasaki fu solo la scelta numero 2 dell’equipaggio del bombardiere, e che un’altra citta’, Kokura, oscurata dalle nubi il 9 agosto, era asseritamente il vero obbiettivo. Anche se fosse vero, questo storia sarebbe di scarsa consolazione per i cristiani, equivalente al sentire dire da una banda di assassini che la famiglia di una persona era stata uccisa dopo che la vittima prescelta non era stata trovata. Inoltre, perche’ fu presa di mira proprio Nagasaki, citta’ dalla popolazione piu’ cristiana dell’estremo Oriente, e base per l’evangelizzazione dell’Asia? Peraltro, dov’e’ la prova che legittima la copertura ufficiale?
‘Durante i lunghi secoli quando l’onnipotente governo giapponese aveva totalmente proscritto la religione cristiana, fu la comunita’ agricola di Urakami (un sobborgo di Nagasaki) che conservo’ in vita fedelmente la fede cristiana’. Verso i primi del ventesimo secolo i cattolici giapponesi avevano messo piede, con la tolleranza aspra e riluttante del governo.
Il Dr. Nagai, un radiologo, era primario presso il Policlinico universitario di Nagasaki. Aveva prestato due turni di servizio come chirurgo al fronte con l’esercito giapponese in Manciuria, durante i quali aveva vinto le piu’ alte decorazioni militari per eroismo. Durante la campagna di Cina curava cinesi e giapponesi in egual modo e comincio’ a detestare la guerra. Egli paragonava i militaristi giapponesi all’arrogante clan Heike che aveva oppresso la nazione nel XII secolo e quindi furono defenestrati dai Genjii. Allo stesso tempo non era rimasto impressionato quando gli Stati Uniti misero all’angolo il Giappone tagliandogli le forniture di petrolio. Concordava con l’Ammiraglio Yamamoto della fazione pacifista che questo era un detestabile atto di guerra che
minacciava l’esistenza del Giappone come nazione, e questo contribui alle motivazioni dello attacco a Pearl Harbour.
Prima che il Dr. Nagai si convertisse alla chiesa, era stato conquistato dalla civilta’ occidentale con il Latino, la musica di Bach, Haydn, Schubert e Beethoven e gli scritti teologici di Blaise Pascal, il teologo francese e matematico il cui libro, ‘Pense’e’ lo ossessionava.
‘La bomba al plutonio-239 esplose su Nagasaki con la forza dirompente di 22.000 tonn. di esplosivo convenzionale, ma con forti differenze. Mettendo da parte per il momento le radiazioni nucleari letali, il suo tremendo calore raggiunse diversi milioni di gradi centigradi nel punto dell’esplosione. L’intera massa della gigantesca bomba fu ionizzata e creo’ una palla di fuoco, rendendo l’aria circostante luminosa che emetteva raggi ultravioletti e raggi infrarossi.
La pelle umana bruciava a distanza di due miglia e mezzo. La velocita’ del vento che soffiava dall’epicentro dello scoppio era piu’ di un miglio al secondo’¦ Questo causo’ un vuoto nell’epicentro che genero’ un altro ciclone nel senso inverso.
Benche’ ferito, il Dr. Nagai sopravvisse all’esplosione atomica, forse a causa di un muro di calcestruzzo costruito nello studio radiologico nel quale lavorava all’ospedale universitario di Nagasaki, o per mano della divina provvidenza, poiche’ peri l’80% del personale e dei pazienti. Si trovo’ improvvisamente in mezzo ad una catastrofe nucleare, contemplando la scena di persone che erano state spellate vive o diventate pezzi di carbone umano. Si lancio’ con la sua competenza medica al soccorso delle vittime. Mentre sanguinava da una arteria ferita vicino alla sua
tempia destra, per calmare l’ondata di panico, chiamo’ perche’ fosse innalzata la bandiera nipponica. Non se ne trovo’ nessuna, cosi prese un lenzuolo ed usando il suo sangue disegno’ un cerchio rosso al centro ”’ ed ecco la bandiera del Giappone. Fece innalzare questo improprio vessillo a sventolare sulle rovine dell’ospedale, nel mezzo di un deserto atomico di incalcolabile sofferenza, come simbolo di ordine ed organizzazione; e quindi inizio’ la stupefacente saga dell’assistenza medica e guida spirituale che Takashi Nagai avrebbe istintivamente elargito ai feriti e moribondi sopravvissuti a Nagasaki per il resto della sua vita.
Questo fu un vero Olocausto, nel vero senso della parola assai abusata. Non spreco’ parole a proposito della vastita’ dell’orrore in cui stava in mezzo, ma nemmeno si immerse nell’odio, risentimento e vendetta come molti di quelli che si credeva avessero sofferto ad Auschwitz.
Confrontate le parole di Elie Wiesel, ‘Ogni ebreo deve crearsi uno spazio di odio ”’ sano, virile odio ”’ per quello che il tedesco personifica e per cio’ che persiste nei tedeschi’ ”’ con le parole del Dr. Nagai a Nagasaki: ‘Il 23 novembre 1945, Nagai sapeva cio’ che diceva ai sopravvissuti cattolici zoppicanti, fasciati, sfigurati, demoralizzati che si radunavano vicino alla cattedrale distrutta per assistere alla messa di Requiem per i loro defunti.
Quando arrivo’ il suo turno di parlare si alzo’ faticosamente. Con un lento inchino ai sacerdoti paludati ed un altro ai fedeli della congregazione,comincio’: ‘ ‘¦ Non e’ stata Nagasaki la vittima prescelta, l’agnello senza difetti, sacrificato come offerta bruciata sull’altare del sacrificio, in preghiera per i peccati di tutte le nazioni durante la Seconda Guerra Mondiale? Il Signore ci ha dato; il Signore ci ha tolto. Sia benedetto il Nome del Signore. Cerchiamo di essere grati che Nagasaki e’ stata scelta per l’intero sacrificio bruciato! Cerchiamo di ringraziare che per mezzo di questo sacrificio e’ stata concessa la pace al mondo’.
Nel suo discorso in cattedrale il Dr. Nagai uso’ la parola ‘hansai’ la parola giapponese che vuol dire ‘olocausto’, ‘intero sacrificio bruciato’.  Non voleva rendere l’orrore con un termine diverso, eppure si rifiuto’ di soccombere all’ultima sconfitta per un cristiano, odiare il nemico. Per il resto della sua vita, il Dr. Nagai insegno’ nei suoi molti libri, come il suo lavoro del 1946, ‘Le campane di Nagasaki’, che fu trasposto inseguito in un film, la riconciliazione fra l’America e il Giappone e la speranza per l’Umanita’.
Lo spirito nobile del giapponese personificato nel suo responso come un olocausto generale, mentre e’ in stridente contrasto con l’odio patologico istituzionalizzato all’interno della storia di Auschwitz e con la sua pretesa esagerata ‘superiorita’ morale’, e’ un testamento della nazione-isola ed esempio ai governanti creato in particolare dal Dr. Nagai, modello per i medici di tutte le nazioni.
Nel 1951, Takashi Nagai mori a Nagasaki di malattia da radiazioni, all’eta’ di 43 anni. E’ un eroe nazionale per i Giapponesi, cristiani e non cristiani.
(tratto da barnesreview.org trad. Alfio Faro)

(Tratto da: http://www.stampalibera.com)

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