La protesta degli aquilani a Roma: scontri e feriti con la polizia

ferito aquilaMigliaia di aquilani nella Capitale per chiedere la sospensione delle tasse e un sostegno all’occupazione. Le forze dell’ordine bloccano corteo con le manganellate: colpito anche il sindaco abruzzese Cialente. I manifestanti riescono a sfondare il cordone di sicurezza e a violare, per la prima volta, la “zona rossa” davanti alla residenza romana del premier.

Alcuni giovani sono rimasti feriti  negli scontri con la polizia durante il corteo dei terremotati organizzato a Roma. La tensione è salita quando due blindati dei carabinieri hanno chiuso l’accesso a via del Corso da piazza Venezia. Anche il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, è stato preso a “spintoni e pedate”.  Con lui è stato colpito anche il deputato Pd Giovanni Lolli.  I manifestanti chiedono al governo la sospensione delle tasse  e delle risorse per cinque anni con la successiva restituzione in dieci anni senza interessi, un sostegno all’occupazione e all’economia del territorio sottolineando di non volere “privilegi ma equità e diritti” e “non più propaganda e censura ma corretta informazione”.

Il corteo, dopo il primo stop in via del Plebiscito, ha ripreso la sua marcia. In piazza Colonna, però, gli scontri sono ripresi, ancora momenti di fortissima tensione. I manifestanti vorrebbero arrivare davanti alla Camera e al Senato per chiedere la sospensione delle tasse che gli aquilani dovrebbero ricominciare a pagare da dicembre. Solo dopo alcune ore, Cialente è riuscito ad ottenere un incontro con il presidente del Senato Renato Schifani. Prima di recarsi all’incontro, il primo cittadino ha dichiarato: “E’ una cosa allucinante che ci siano due feriti. Qui sono arrivati ragazzi, imprenditori, cittadini, gente comune per chiedere un aiuto. E’ vergognoso che la gente è ancora fuori casa: non è bastato il terremoto, ora anche le botte”.

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