di Gianfranco La Grassa Da quanto tempo sto parlando di una sorta di rivoluzione colorata in Italia? Pensavo però rimanesse nei fatti e non dichiarata. Il forte degrado politico della sinistra, e del ceto medio (in specie legato al pubblico e servizi improduttivi) che costituisce il grosso del suo elettorato, la conduce invece ad esporre in pubblico la nuova rivoluzione turchese in calzini, forma autentica della rivoluzione di chi ragiona con i piedi. Georgia e Ucraina, le antesignane di tali rivoluzioni (ovviamente democratiche ), sono senza veli pedine del gioco geopolitico americano. Anche la nostra sinistra può ormai dedicarsi allo stesso gioco – pur sotto parziale copertura delle scarpe – perché dall’altra parte nessuno ha il coraggio di assumere realmente le difese del paese; non lo fa nemmeno chi ha da temere non tanto la scompaginata opposizione quanto le forze finanziarie e industriali tipo Fiat, Intesa, Unicredit (assieme all’organismo guidato da un ex vicepresidente della Goldman Sachs), da sempre al servizio degli Usa per i propri interessi (di settori arretrati e parassitari).
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