La (geo)politica sia messa in primo piano

di Gianfranco La Grassa «Chiediamo ai leader del mondo [quelli riuniti a Copenaghen per il vertice sull’ambiente; ndr] di raggiungere un accordo globale sui cambiamenti climatici che sia ambizioso, robusto e giusto e che dia una risposta credibile alla crisi che il mondo ha davanti». Seguono le firme di 500 top manager di numerosissime fra le maggiori multinazionali del mondo: la petrolifera Chevron, Nike, Virgin, ecc. Quelle multinazionali che avrebbero dovuto sostituire gli Stati nazionali, la cui funzione per alcuni cosiddetti pensatori epocali si era ormai esaurita, mentre sono invece in piena salute e sempre più vispi nell’avvio della fase multipolare.

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