Scajola il fortunato

(Fonte: Inviatospeciale.com/)

Solo 600 mila euro per una casa di fronte al Colosseo. Un ministro nato con la camicia.

Claudio Scajola sara’ sentito nei prossimi giorni dai pubblici ministeri di Perugia, Sergio Sottani e Alessia Tavernesi, che stanno conducendo le indagini sui grandi appalti. Dovra’ spiegare le incongruenze che sembrano emergere nell’acquisto della sua casa romana.

La complicata vicenda dovra’ sciogliere numerosi nodi. Il piu’ interesante sara’ capire come ha fatto il ministro a comperare una casa con vista sul Colosseo per 600 mila euro, una cifra impensabile per quella zona della Capitale.

Poi ci sara’ da comprendere perche’ le due venditrici, le sorelle Barbara e Beatrice Papa, insistono nel dire di aver ricevuto assegni per 900 mila euro per quell’abitazione in via Fagutale 2 emessi da Angelo Zampolini. Oltre ai 600 mila del ministro.

I pm ascolteranno Scajola come ‘persona informata sui fatti’ ed il politico del Pdl al momento non e’ accusato per nessun reato.

Tuttavia, le indagini lasciano immaginare che Zampolini (per conto dell’imprenditore Angelo Balducci) possa aver ripetuto l’operazione assegni anche per altri personaggi piu’ che eccellenti. Forse colto da eccesso di generosita’ o forse, fatto piu’ probabile per motivi ancora ignoti di interesse.

I giudici sono anche in attesa della decisione del Tribunale del riesame sulla richiesta di arresto per Zampolini e per altri collegati alle stese ipotesi di reato: il commercialista Stefano Gazzani e il funzionario pubblico Claudio Rinaldi. Il Gip aveva pochi giorni fa negato la cattura perche’ a suo parere la competenza territoriale spetta a Roma e non a Perugia.

Ma potrebbero esserci altre novita’ nei prossimi giorni. Anche a seguito delle indagini svolte guardia di Finanza su ben 240 conti correnti riconducibili al solito Zampolini e dai quali stati emessi assegni per un valore di poco meno di tre milioni di euro si dovranno individuare i beneficati dalle ‘donazioni’.

A parlare dei conti sarebbe stato un cittadino tunisino, Laid Ben Hidri Fathi, sembra ex autista tuttofare sia di Angelo Balducci sia del costruttore Diego Anemone.

L’uomo, sentito il 25 marzo a Firenze, avrebbe rivelato di aver avuto, per conto di Balducci, una serie di incontri con “vari soggetti, alcuni dei quali ministri, a cui consegnava – si legge nelle carte dell’inchiesta – messaggi o buste di contenuto sconosciuto”. Buste i cui mittenti erano lo stesso Balducci e Anemone.

Fathi ha anche dicharato di aver consegnato a Zampolini 500mila euro in contanti che, a suo dire, sarebbero serviti, insieme ad altro denaro, proprio per l’acquisto dell’appartamento di Scajola.

L’ex autista avrebbe parlato anche di Pietro Lunardi, all’epoca dei fatti ministro delle Infrastrutture, che pero’ difendensosi ga dichiarato: “Non ho mai visto e conosciuto” Fathi.

L’ex ministro ha tuttavia ammesso di aver avuto rapporti sia con Balducci che con Anemone. In particolare, quest’ultimo si sarebbe occupato di “alcuni lavori in campagna da me – ha spiegato Lunardi – interventi specialistici che solo lui poteva fare. Si tratta di lavori che ho regolarmente pagato, le carte lo dimostrano”.

Operazioni lecite, ha proseguito, anche per quanto riguarda l’acquisto di un immobile a Roma di proprieta’ di Propaganda Fidae. “Ho acceso un mutuo – ha affermato Lunardi – ho i documenti in regola e posso provarlo”.

I pm perugini, prima di decidere le prossime mosse, attendono anche i risultati della rogatoria internazionale avviata nei giorni scorsi, poiche’ dalla Banca d’Italia sono arrivate segnalazioni che riguardano depositi all’estero riconducibili sia a Balducci sia a Rinaldi: la procura del Lussemburgo ha segnalato l’esistenza di conti correnti per 2 milioni e di Balducci per 3, mentre in Svizzera sarebbe stato acceso un contro da Rinaldi la cui entita’ non e’ stata accertata.

Un groviglio di fatti che potrebbe portare lontano. Molto lontano.

(Tratto da: http://www.inviatospeciale.com/)

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