«Tutti noi abbiamo bisogno di fare esercizio sul perdono. Chiunque ha difficolta’ ad amare se stesso ha problemi in questo campo. Il perdono apre il cuore all’amore per se stessi. Molti di noi covano dei risentimenti per moltissimi anni. Ci sentiamo superiori per quello che altri ci hanno fatto. Secondo me tutto questo significa rinchiudersi in una prigione di risentimento e di superiorita’. Possiamo anche avere ragione, ma non riusciamo mai a essere felici.»
Louise L. Hay
Fonte: [www.mednat.org]
‘Ogni Organismo, risponde in maniera differenziata, agendo secondo precise leggi biologiche e biochimiche adeguandosi ogni istante, alle varie esigenze di stimolazione esterna dell’atmosfera nella quale vive; infatti tutte le variazioni iono atmosferiche, anche minime, modificano ad ogni istante le cariche bioelettroniche dei liquidi (il Terreno o Matrice) dei corpo dei vari organismi viventi’
Un gruppo di ricercatori ha sperimentato con successo la terapia del ‘perdono’ di genitori di vittime di omicidi in Irlanda del Nord; i risultati della sperimentazione su 259 persone, sono stati presentati al meeting dell’American Psycological Association a San Francisco (USA) dallo psicologo Carl Thorensen della Stanford University in California, che ha tenuto a sottolineare che il perdono deve essere inteso come rinuncia al diritto di provare, esasperazione, rancore, irritazione o desiderio di vendetta;
un carattere clemente, facilita anche l’amore ed i rapporti intimi.
“Ogni azione effettuata crea SEMPRE un legame-relazione con l’essere alla quale e’ rivolta; per cui occorre stare molto attenti a cosa si fa da e per gli altri, le relazioni devono essere improntate alla MASSIMA Etica possibile”
Predestinati alla bonta’, generosita’, altruismo, bellezza, giustizia, dai nostri geni (DNA)- Luglio 2009
Secondo l’antropologo Donald. E. Brown dell’Universita’ della California (USA) alcune disposizioni di animo, cioe’, cio’ che noi chiamiamo bonta’, generosita’, riconoscimento dei diritti altrui, (giustizia), la proscrizione di violenze come l’omicidio, lo stupro, hanno sempre albergato nella nostra mente, da quando l’uomo esiste sulla faccia della Terra.
Infatti l’Umanita’ fin dall’inizio ha sempre cercato la dimensione sociale, crescita della prole, creazione della famiglia, la difesa dei deboli, vivere nel e per il gruppo, cosa diversa dall’organizzazione comunitaria, che ne e’ una fase successiva.
La collaborazione fra individui, clan, gruppi, tribu’, popoli, nazioni, sono la giusta conseguenza di questi fattori innati nella specie umana. Cio’ significa quindi che la bonta’ il mantenimento della pace e’ da sempre una caratteristica dell’Umanita’.
Questo fatto deriva dalla capacita’ intrinseca di distinguere il bene dal male = Bene (piacere) – male (dolore e sofferenza) e cio’ si evidenzia specialmente nel fenomeno “malattia”.
La distinzione di questi due concetti, permette all’essere di evolvere sempre piu’ verso il “Giusto, il bello ed il piacevole”.
La natura umana tende alla pace, Il filosofo Jean-Jacques Rousseau ci ricorda che la “guerra” e’ un concetto che non concerne direttamente il rapporto fra individui, che lo mantengono all’interno del semplice “contrasto” fra soggetti, ma lo diviene quando pochi individui forzando, e’ il caso di dirlo, questo tipo di contrasto, incitano altri ad unirsi a loro per ottenere vantaggi, in genere personali, a discapito di altri con i quali i contrasti vengono ad essere esplicati in forme di violenza esagerata.
Per il soggetto umano e’ sempre stata una “forzatura” (dolore) fare del male a qualcuno, mentre fare del bene fornisce piacere.
Il prof. G. Berns psichiatra docente all’Universita’ di Atlanta (USA), utilizzando tecniche elettroniche di “imaging” ha scoperto che quando le persone mettono in atto comportamenti altruistici, nel loro cervello aumenta il flusso di sangue proprio nelle aree del piacere, cioe’ e’ come dire che un semplice gesto di bonta’, e’ gia’ sufficiente a farci felici.
Il prof. Steven Pinker, professore di Psicologia dell’Universita’ di Harward afferma: “il senso morale NON deriva dalla religione che ci viene inculcata; i principi morali che ciascuno sente di rispettare sono pre-programmati nel nostro cervello (DNA) fin dalla nascita ed hanno basi neurologiche”.
Infatti le religioni sono semplici derivazioni e deviazioni dai principi morali insiti nella natura umana, per dare un certo senso a quelle disposizioni innate e cercare di fornire una “causa” primaria (origine) a questi desideri-funzioni innate.
Anche negli animali e’ possibile ritracciare questi “programmi” nella loro mente, esempio ?: anche la scimmia piuttosto che tirare una catena che da cibo, ma fornisce una scossa alla scimmia vicina, preferisce rinunciare al cibo.
Ma da dove provengono queste funzioni innate ?
Dal “centro=buco” del nostro Ego/IO, cioe’ dal VuotoQuantoMeccanico, la casa di “Dio”.
(Tratto da: http://www.stampalibera.com)

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