Ma il social lending è il wellfare del futuro?

Marco Morganti, A.D. di Banca Prossima

Questo piccolo articolo vuole essere – con i suoi limiti – uno stimolo ad un intervento piu’ diffuso, profondo e chiarificatore dei lettori (e dei miei sodali di finansol.it) sulla nascita, pubblicizzata in pompa fin troppo magna sulla stampa nazionale di Prestobene, il prestito sociale di Banca Prossima, la banca del ‘no profit’ (come dicono loro) di Intesa San Paolo (con lo zampino dell’affezionata partner Vita). Non voglio soffermarmi minimamente sull’aspetto, ormai di conoscenza comune, che Banca Prossima e’ una societa’ di un Gruppo da sempre, quest’anno compreso, ai vertici del sostegno al commercio di armi e speculazione finanziaria.

A partire dal 3 maggio verra’ attivato questo strumento di Prestito sociale che mutua l’idea del p2p, dal social lending, che su Finansol.ita’ anche ultimamente e’ stato ampiamente dibattuto. Cioe’ Banca Prossima si fa promotrice, intermediaria, mettendo a disposizione strumenti tecnici ed informatici per consentire l’incontro tra domanda e offerte di finanziamenti che interesseranno, si stima, almeno 200 organizzazioni no profit.

Un investitore, come in altri esempi di P2P, potra’ indirizzare i propri risparmi e capitali ad un debitore attraverso un contatto ‘diretto’, in questo caso individuandolo appunto tra le diverse realta’ sociali. Queste con l’aiuto di Banca Prossima, promuovono e illustrano i propri progetti su cui richiedono un prestito beneficiando di tassi piu’ vantaggiosi. Qui sembrerebbe, a differenza di altre tipologie di social lending con dietro le banche, contrattati solo tra le 2 parti. Probabilmente questo tipo di strumento nasce dall’evidenza e dalla necessita’ di compensare la sproporzione tra la raccolta bancaria dal non profita’ e gli impieghi verso questo settore che e’ consolidato in tutte le banche.

Mi domando se questo specifico sistema di prestito sociale, tantopiu’ perche’ promosso da Banca Prossima, possa minare il ruolo di Banca Etica, possa indebolirla, anche in altri suoi strumenti non ultimi i Fondi valori responsabili o possa essere un acceleratore positivo per pensare di inserirsi piu’ direttamente in questo settore. In fondo Banca Etica ha sempre ha dato la possibilita’ di scegliere il tasso a cui essere remunerato un risparmio finalizzato a specifici progetti.

Mi soffermo invece su un dato piu’ politico che merita di essere prima o poi affrontato diffusamente, necessariamente da penne piu’ capaci e competenti, che qui quindi accenno solo brevemente e’ quello che impatta indirettamente con una delle risposta per cui e’ nato questo nuovo strumento di Banca Prossima: il nascere di questi progetti sono figli dello smantellamento del welfare con la sistematica distruzione delle forme di tutela dei lavoratori e dei cittadini? E’ perche’ ormai e’ da ritenersi una strada senza ritorno e che quindi ci sia bisogno di strumenti ‘mutualistici’ per tamponare questo disastro e per, azzardo e amplifico, contrastare efficacemente la deriva privatistica della mercificazione totale di ogni forma di vita?

Queste forme di facilitazione per l’avvicinamento tra domanda e offerta, tra prestatore e debitore, questo, in altre parole, mutualismo moderno, dunque, sopperisce alla crisi del welfare sostituendosi o affiancandosi all’azione dello Stato in tutte quelle aree in cui lo Stato non puo’ o non vuole, completamente o parzialmente, intervenire o lo affossa maggiormente, lo legittima nel suo sottrarsi?
E’ l’unica strada, su grandi numeri potenziali, praticabile?

(Tratto da: http://www.finansol.it)

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