La plastica si sta squagliando?

La plastica si sta squagliando? Sembrerebbe. Certo e’ che coloro che si erano illusi dopo le elezioni del 2008 che il Pdl fosse diventato un partito piu’ o meno vero, qualcosa di piu’ di una lista elettorale, sono costretti ora a ricredersi. Non era qualcosa di piu’: spesso, troppo spesso, era qualcosa di peggio. Una corte, e’ stato autorevolmente detto. Ma a quel che e’ dato vedere pare piuttosto una somma di rissosi potentati locali riuniti intorno a figuranti di terz’ordine, rimasuglio delle oligarchie e dei quadri dei partiti di governo della prima Repubblica. E tra loro, mischiati alla rinfusa — specie nel Mezzogiorno, che in questo caso comincia dal Lazio e da Roma— gente dai dubbi precedenti, ragazze troppo avvenenti, figli e nipoti, genti d’ogni risma ma di nessuna capacita’. E’ per l’appunto tra queste fila che a partire dalla primavera dell’anno scorso si stanno ordendo a ripetizione intrighi, organizzando giochi e delazioni, quando non vere e proprie congiure (e dunque non mi riferisco certo all’azione del Presidente Fini, il quale, invece, si e’ sempre mosso allo scoperto parlando ad alta voce), allo scopo di trovarsi pronti, con i collegamenti giusti, quando sara’ giunto il momento, da molti dei cortigiani giudicato imminente, in cui l’Augusto sara’ costretto in un modo o nell’altro a lasciare il potere. Da quel che si puo’ capire, e soprattutto si mormora, sono mesi, diciamo dalla famigerata notte di Casoria, che le maggiori insidie vengono a Berlusconi e al suo governo non gia’ dall’opposizione ma proprio dalla sua stessa parte, se non addirittura dalle stesse cerchie a lui piu’ vicine. Al di la’ di ogni giudizio morale tutto cio’ non fa che mettere in luce un problema importante: perche’ mai la destra italiana, durante la bellezza di quindici anni, e pur in condizioni cosi favorevoli, non e’ riuscita che a mettere insieme la confusa accozzaglia che vediamo? Perche’ non e’ riuscita a dare alla parte del Paese che la segue, e che tra l’altro e’ quasi sicuramente maggioritaria sul piano quantitativo, niente altro che questa misera rappresentanza? Certo, hanno influito di sicuro la leadership di Berlusconi e la sua personalita’. Il comando berlusconiano, infatti, corazzato di un inaudito potere mediatico- finanziario, non era tale da poter avere rivali di sorta assicurandosi cosi un dominio incontrastato che almeno pubblicamente ha finora messo sempre tutto e tutti a tacere; la personalita’ del premier, infine, ha mostrato tutta la sua congenita, insuperabile estraneita’ all’universo della politica modernamente inteso. E dunque anche alla costruzione di un partito. La politica, infatti, non e’ vincere le elezioni e poi comandare, come sembra credere il nostro presidente del Consig l i o ; e’ prima a v e r e un’idea, poi certo vincere le elezioni, ma dopo anche convincere un paese e infine avere il gusto e la capacita’ di governare: tutte cose a cui Berlusconi, invece, non sembra particolarmente interessato e per le quali, forse, un partito non e’ inutile. Ma se e’ vero che il potere e la personalita’ del leader sono state un elemento decisivo nell’impedire che la Destra esprimesse niente altro che Forza Italia e il Pdl, e’ anche vero che ne’ l’uno ne’ l’altra esauriscono il problema. Che rimanda invece a caratteristiche di fondo della societa’ italiana che come tali riguardano tanto la Destra che la Sinistra. In realta’, il verificarsi simultaneo della caduta del Muro di Berlino e di Mani pulite ha significato la fine virtuale di tutte le culture politiche che la modernita’ italiana era riuscita a mettere in campo nel Novecento (quella fascista avendo gia’ fatto naufragio nel ’45). E’ quindi rimasto un vuoto che il Paese non e’ riuscito a colmare. Non si e’ affacciata sulla scena nessuna visione per l’avvenire, nessuna idea nuova, nessun’indicazione significativa, nessuna nuova energia realmente politica e’ scesa in campo. Niente.
Il risultato e’ che in Italia i capi politici piu’ giovani hanno come minimo superato la cinquantina. Ma naturalmente il vuoto e’ piu’ sensibile a destra, e piu’ sensibili ne sono gli effetti negativi, perche’ li la storia dell’Italia repubblicana non ha costruito nulla e dunque non ha potuto lasciare alcun deposito; che invece e’ rimasto solo nel centro-sinistra, erede di un ininterrotto sessantennio di governo del Paese tanto al centro che alla periferia. Cosi come nel centro-sinistra sono rimasti quasi tutti i vertici della classe politica che fu cattolica o comunista, portando in dote la propria esperienza e le proprie capacita’. Mentre alla Destra e’ toccato solo il resto: a cui poi, per il sopraggiunto, generale, discredito della politica, non si e’ certo aggiunto il meglio del Paese.

(Tratto da: http://www.ariannaeditrice.it)

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