La privatizzazione delle Forze armate: una griffe sulla Nazione

Chi si sia mai approcciato a un manuale di Scienza delle Finanze e abbia studiato il caso dei monopoli naturali, cioe’ abbia passato in rassegna quali settori possono essere gestiti ai privati per fare economia di costi, sa che l’Esercito e tutte le forze armate rappresentano il caso piu’ eclatante di un servizio che deve per forza e logica restare pubblico: non a caso anche la Scuola Austriaca di Economia, una delle correnti di pensiero piu’ liberali e liberisti che ci siano, ci ha sempre speculato su negli ultimi decenni, ma appunto solo a livello teorico, ragionando su cause, effetti e conseguenze, per assurdo.

Ebbene, siamo giunti, davvero, anche a questo: grande risalto hanno dato i vari giornali ai colpi dell’ultima Finanziaria (ultima in tutti i sensi, per cronologia, e perche’ il documento non si chiamera’ piu’ cosi, ma Legge di Stabilita’) riguardo a bonus e agevolazioni per famiglie e lavoratori. C’e’ pero’ una vocina sulla quale purtroppo pochi si sono concentrati, che a volte e’ stata inserita quasi solo per dovere di cronaca, ma e’ di importanza fondamentale: la gestione della Difesa passera’, infatti, a una societa’ per azioni, la Difesa Servizi S.p.A.

Cio’ che spendera’ diventera’ una questione privata, discussa da dirigenti e un consiglio d’amministrazione scelti ad esclusiva discrezione del ministro (della difesa), senza previo consulto del Parlamento (quindi senza ascoltare e chiedere a nessuno, ne’ a destra ne’ a sinistra).
Non saranno le gerarchie interne all’esercito, per conoscenza e per merito, a stabilire a chi affidare ordini e competenze, no: sara’ il ministro di turno, oggi La Russa, domani chissa’, magari solo un politico scelto solo per dare un contentino e/o ammansire questo o quel partito.

Rischiamo cosi che questo sia solo il primo passo, dopo la privatizzazione dell’acqua, per privatizzare l’intero corpus statale: un domani potrebbe non esserci piu’ la cosiddetta Pubblica Amministrazione, un ente a cui e’ affidato il Pubblico Benessere, il Benessere del Popolo, ma un gigantesco comitato affaristico che si occupa e preoccupa solo di arricchirsi il piu’ possibile alle spalle di cittadini e contribuenti, una multinazionale come tante altre.

I liberisti si difendono col motivo che cosi la gestione non peserebbe sui contribuenti, che verrebbero (tar)tassati di meno, ma il problema e’ che, per legge, potra’ cambiare lo scopo direttivo del Servizio: non piu’ difesa della sicurezza, ma comodi privati. Siccome lo Stato ha pochi soldi, svendera’ terreni e altri immobili, fortezze e roccaforti, che cosi diverranno hotel e altri luoghi di divertimento.

Grazie al segreto militare, la societa’ potra’ disporre di impianti ed immobilizzazioni a suo piacimento, trasformando le caserme anche in centrali nucleari o qualsivoglia altro, senza appunto il bisogno di alcun permesso istituzionale, ne’ dei cittadini, nel del Comune, del Parlamento. Ma la cosa piu’ beffarda sara’ la possibilita’ di sponsorizzare, cosi marchi come ‘Frecce Tricolori’ non sarebbero piu’ un Simbolo da portare con Onore e Dignita’, ma finirebbero alla stregua di un ‘De Puta Madre’: magari andate in Discoteca e c’e’ la gara a chi e’ piu’ figo tra Gucci, D&G ed Esercito Italiano.

(Tratto da: http://www.ariannaeditrice.it)

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