Aiutare i giovani? Un rischio che nessuno vuole correre

I giovani faticano a rendersi autonomi presto per un milione di motivi, non ultimo quello che a stare a casa dei propri genitori si spende molto di meno, e si sta bene, coccolati dalle premure delle mamme italiane.
E’ pure vero, pero’, che molti vorrebbero uscire di casa, vorrebbero sognare una propria autonomia, perche’ se e’ vero che dai propri genitori si sta bene, credo che chiunque, raggiunta una certa eta’, desideri degli spazi propri, conquistati con la propria attivita’ personale.

Eppure appena tentano di mettere il naso fuori di casa, e non hanno la fortuna di avere alle spalle una famiglia in grado di aiutarli economicamente, molti sono costretti a fare marcia indietro. Spesso la precarieta’ economica, ancor prima che quella del contratto di lavoro, e la giungla degli affitti impazziti contribuiscono a smorzare i sogni di autonomia. A questo, certamente, si deve aggiungere una certa pigrizia che porta a preferire le cose certe, come la casa di mamma, ad un rischio inevitabile, ancorche’ privo di qualsiasi aiuto serio da parte dello Stato.

Non voglio qui dire se la proposta del ministro sia realizzabile o meno dal punto di vista dell’equilibrio delle casse dello Stato, o se sia condivisibile o no (qualsiasi proposta ‘realistica’ che iniziasse a rispondere ad un problema oggettivo e prioritario del nostro Paese non potrebbe che essere benemerita). Voglio semplicemente sottolineare perche’ questa proposta difficilmente si realizzera’. Il ministro dice di voler andare a prendere i soldi per realizzarla dalle pensioni. Tutti sanno che toccare le pensioni e’ come mettere le mani su un ordigno che potrebbe saltare da un momento all’altro. L’Italia e’ un Paese di pensionati. Nel senso che i pensionati sono molti. E contano politicamente. Moltissimo. Sapendo che i pensionati sono molti e i giovani molti di meno, vi mettereste a fare ‘seriamente’ una proposta del genere in prossimita’ delle elezioni? Credo proprio di no.Dall’altra parte ci sono i sindacati che rappresentano i lavoratori, ma oltre il 50 per cento degli iscritti al sindacato sono pensionati, e sappiamo bene che gli iscritti dettano, giustamente, la linea del sindacato. Secondo voi come potrebbero reagire ad una proposta che vedrebbe inevitabilmente una riforma delle pensioni? E che potrebbe mettere a rischio i diritti di chi e’ appena andato in pensione, o ci andra’ tra qualche anno?

Queste due osservazioni servono per dimostrare quanto difficile sia in Italia qualsiasi misura seria a favore dei giovani perche’ e’ vero che ‘la coperta e’ troppo corta’ e che se si deve dare a qualcuno bisogna togliere a qualcun altro. Ma per dare ai giovani oggi, bisogna avere coraggio, e, per forza, rischiare di essere impopolari. E, mi pare, da nessuna parte ci sia gran voglia di prendersi questo rischio.

Questo articolo e’ stato pubblicato su www.piuvoce.net il 25/01/2010 (Tratto da: http://www.benecomune.net)

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