Perquisizioni e detenzioni illegali, sparizioni e esecuzioni sommarie hanno caratterizzato le ultime settimane in Honduras
scritto da Giorgio Trucchi
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Perquisizioni e detenzioni illegali, sparizioni e esecuzioni sommarie hanno caratterizzato le ultime settimane in Honduras.
Le varie organizzazioni che operano nel settore della difesa dei diritti umani hanno classificato questi eventi come una vera e propria offensiva contro la strategia di rafforzamento organizzativo del Fronte nazionale di resistenza popolare, Fnrp, e del suo tentativo in atto di aprire un percorso che conduca alla formazione di una forza politica e sociale capace di trasformarsi in un’alternativa ai partiti tradizionali golpisti e di incamminarsi verso l’installazione di una Assemblea Nazionale Costituente. Dopo le discusse elezioni dello scorso 29 novembre e la vittoria del candidato del Partito Nazionale, Porfirio “Pepe” Lobo Sosa, in mezzo a una significativa astensione che ha toccato il 60 per cento, in Honduras si e’ scatenata un’ondata repressiva contro i membri attivi della Resistenza, intensificando quella che e’ stata una costante durante tutto il periodo di rottura costituzionale originata dal colpo di Stato del 28 giugno 2009.
Il 14 dicembre e’ stato assassinato Walter Tru³chez, difensore dei diritti umani della comunita’ LGBT. Gli hanno sparato da un’auto nel centro di Tegucigalpa dopo che alcuni giorni prima era stato sequestrato, brutalmente picchiato ed era riuscito a salvarsi lanciandosi dal veicolo condotto da uomini che l’avevano accusato di formare parte del Fronte nazionale contro il colpo di Stato. Il 6 dicembre, cinque giovani, tutti membri attivi della Resistenza, sono stati assassinati a sangue freddo nella Colonia Villanueva, nella parte orientale della capitale honduregna, mentre un giorno prima uomini armati avevano fatto irruzione negli uffici del giornale El Libertador, minacciando il personale che negli ultimi cinque mesi ha lavorato arduamente per denunciare il colpo di Stato e portandosi via computer e macchine fotografiche. L’8 dicembre sono stati liberati quattro dei cinque attivisti della Resistenza che erano stati sequestrati alcuni giorni prima. Il quinto, Santos Corrales Garcua, e’ invece stato brutalmente assassinato ed il suo corpo decapitato e’ stato trovato a 50 km all’est della capitale.
“I giorni 4 e 5 dicembre, un gruppo di cinque persone con passamontagna e uniformi della Direzione Nazionale di Investigazione Criminale (DNIC), con fucili Galil e pistole 9 mm, armamento ufficiale della Polizia, hanno fermato il signor Santos Corrales Garcua e quattro persone nella colonia Nueva Capital a Tegucigalpa – ha raccontato il direttore del Comitato per la difesa dei diritti umani in Honduras, Codeh, Andre’s Pavu³n -. Gli hanno messo un cappuccio in testa in modo da non potere identificare il posto verso cui si dirigevano in macchina, molto probabilmente un luogo di detenzione illegale. Sono stati torturati affinche’ fornissero informazioni sui leader della Resistenza nella colonia in cui vivono, insistendo soprattutto per sapere il recapito della signora Ada Marina Castillo, anch’essa membro della Resistenza. Ci troviamo di fronte ad una vera e propria strategia del terrore – ha continuato Pavu³n – e ad un piano per fermare il processo organizzativo della Resistenza prima dell’installazione di Lobo alla Presidenza il prossimo 27 gennaio. u un piano che s’intensifichera’ nelle prossime settimane e stiamo gia’ assistendo a una continua persecuzione della polizia e dell’esercito contro i giovani dei quartieri popolari della capitale, mentre i leader della Resistenza a livello nazionale continuano a non poter condurre una vita normale per paura di cio’ che gli puo’ capitare in qualsiasi momento”.
Per il direttore del Codeh l’ondata repressiva ha l’obiettivo di decapitare il movimento di resistenza, affinche’ il nuovo governo sorto da un processo elettorale irregolare ed illegittimo non debba scontrarsi con un movimento di resistenza organicamente attivo. “Il Codeh e la Piattaforma delle varie organizzazioni dei diritti umani stanno chiedendo l’intervento della Commissione interamericana dei diritti umani, Cidh, affinche’ implementi il meccanismo delle misure cautelari a beneficio delle persone la cui vita e’ costantemente in pericolo. Stiamo inoltre denunciando cio’ che accade agli organi dei diritti umani della Onu ed al Pubblico ministero della Corte Penale Internazionale (CPI), affinche’ si inizi un processo contro i responsabili di questi crimini. Sappiamo – ha spiegato Pavu³n – che l’Accordo Tegucigalpa-San Jose’ prevede la creazione nei prossimi mesi di una Commissione della Verita’. Tuttavia, crediamo che non ci siano le condizioni minime per installarla, dato che nel paese non esistono ancora le garanzie proprie di uno Stato di diritto e ancora meno esiste la fiducia nell’affidabilita’ degli organismi di giustizia. Non ci puo’ essere una Commissione della Verita’ mentre le forze repressive torturano, sequestrano ed uccidono in totale impunita’, all’interno di uno stato di completa barbarie”.
Organismi internazionali seguono da vicino il caso Honduras. Lo scorso mese di settembre, l’Associazione pro diritti umani della Spagna, Apdhe e la Federazione internazionale dei diritti umani, Fidh, hanno presentato una richiesta alla CPI affinche’ inizi un’indagine per determinare la responsabilita’ penale di chi ha commesso gravi violazioni ai diritti umani all’interno delle vicende occorse durante il colpo di Stato in Honduras, mentre l’Osservatorio internazionale sulla situazione dei diritti umani in Honduras, Oisdhhn, ha lanciato un appello urgente alla comunita’ internazionale affinche’ si mantenga vigile di fronte alle gravi violazioni ai diritti umani nel paese.
Amnesty International ha invece chiesto di aprire un’indagine seria, approfondita ed indipendente che garantisca che tutti i responsabili degli abusi ai diritti umani siano portati di fronte alla giustizia. In un documento reso pubblico durante una conferenza stampa in Honduras, la delegazione di questa istanza internazionale ha chiesto di “revocare tutta la legislazione, decreti ed ordini esecutivi emessi dalle autorita’ di fatto che colpiscono direttamente o indirettamente i diritti umani, assicurare che le Forze Armate tornino nelle caserme e che cessi il loro sostegno alle operazioni della Polizia, e che tutti i membri delle forze di sicurezza rendano conto degli abusi ai diritti umani commessi tra il 28 giugno e la fine di novembre 2009e#8243;, cita il documento. “u importante – ha concluso il direttore del Codeh – che continui e s’intensifichi la solidarieta’ con il popolo honduregno e anche l’osservazione su cio’ che accade nel paese, soprattutto in questo momento in cui si sta incrementando la persecuzione di tipo selettivo”.
(Tratto da: http://www.stampalibera.com)
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