Copenaghen e la propaganda

I media suonano campane a festa da giorni, ma per l’ambiente le cose vanno malissimo.

Il primo ministro australiano Kevin Ruddl, meno diplomatico di molti suoi colleghi, ha sostenuto ieri che i negoziati sul clima sono “sull’orlo” del fallimento a causa dell’ossessione per le questioni procedurali.

Ha aggiunto Ruddl: “Temo un trionfo della forma sulla sostanza. Temo un un trionfo dell’inazione sull’azione”. Per il premier durante i negoziati “abbiamo assistito ad una valanga di interventi procedurali che considero guidati da un unico scopo: impedire ai leader di enucleare le aree di disaccordo e porle in una lista gestibile in modo da poter prendere delle decisioni”.

Il primo ministro australiano ha posto l’impegno per l’ambiente fra le priorita’ del suo governo ed ha anche letto la lettera di una bambina australiana di sei anni. “Ciao. Il mio nome e’ Gracie. Quanti anni hai?- ha scritto la piccola – ti scrivo perche’ voglio che siate tutti forti a Copenaghen. Per favore ascoltateci, si tratta del nostro futuro”.

“A questa conferenza rischiamo di deludere Gracie e gli altri bambini del mondo”, ha concluso Rudd.

Anche il presidente del Parlamento europeo, Jerzy Buzek, ha lanciato l’allarme: “Il Parlamento europeo e la sua delegazione – ha affermato Buzek – fara’ tutto quello che e’ in suo potere per raggiungere un accordo globale vincolante. L’Ue ha guidato la strada nei negoziati e ricordo la nostra offerta condizionata di una riduzione delle emissioni di gas serra pari al 30 per cento entro il 2020″.

L’Ue ha promesso di aumentare il taglio dal 20 per cento, su cui si e’ gia’ impegnata, al 30 se vi saranno impegni “paragonabili” da parte degli altri grandi Paesi industriali, anzitutto gli Stati Uniti.

“Serve un movimento da parte dei nostri partner globali – ha concluso Buzek – il nostro elettorato si aspettava da noi che raggiungessimo un accordo in grado di combattere davvero il cambiamento climatico”, ha concluso Buzek, mentre la Commissione europea ha espresso preoccupazione per lo stato del negoziato alla vigilia della conclusione della Conferenza.

Il meeting di Copenaghen si annuncia come l’ennesimo incontro internazionale inutile.

(Tratto da: http://www.inviatospeciale.com/)

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