In tre si dimettono dal Csm, reagendo all’ennesima accusa del ministro Alfano. Scricchiola in modo preoccupante l’assetto itituzionale. Tre consiglieri del Csm hanno presentato al Comitato di presidenza, perchè le comunichi al capo dello Stato, le loro dimissioni dalla Commissione per gli incarichi direttivi, di cui sono stati presidenti: un gesto in polemica con le dichiarazioni del ministro della Giustizia Angelino Alfano che, in un’intervista andata in onda mercoledì al Tg2, ha parlato di nomine lottizzate ai vertici degli uffici giudiziari e di un planning, cioè di una spartizione sistematica (InviatoSpeciale.it).
L’intervista che ha provocato le dimissioni dei tre consiglieri è andata in onda mercoledì sera nella rubrica “Punto di vista” del Tg2. “Mi sto battendo per evitare che i vertici degli uffici giudiziari , e cioè i procuratori e i presidenti di Tribunale vengano lottizzati -ha detto il ministro- Cioè non è possibile che si faccia un planning , all’interno del quale si dica : a questa corrente spetta questa procura, a quest’altra corrente , siccome non ha avuto un procuratore, spettano due procuratori aggiunti da un’altra parte. Questi sono meccanismi che ormai sono rifiutati anche in politica. Penso che invece a guidare le procure debbano andare i migliori, senza bisogno di controllare prima di mandarli a guidare un ufficio giudiziario qual è lo spillino della corrente che hanno affisso sulla giacca”.
Come è noto il potere giudiziario in una democrazia è indipendente da quello esecutivo, per cui le affermazioni del ministro non solo sono gravi, ma la sua volontà di ‘intervenire’ produce un pericoloso incidente isituzionale.
Le accuse sono state ritenute inaccettabili nel merito dai tre consiglieri, che in quanto presidenti, sono i garanti della regolarità dei lavori della Commissione che si occupa di indicare i candidati e risltano ancor più gravi visto che provengono dal ministro della Giustizia.
Inoltre le considerazioni di Alfano, secondo un magstrato, non corrispondono alla realtà, perchè “da tre anni il Csm è impegnato in silenzio nell’applicazione della riforma dell’ordinamento giudiziario e dunque delle nuove regole che hanno mandato in cantina l’anzianità per prediligere merito e attitudini nella scelta dei dirigenti degli uffici giudiziari”.
La notizia è stata ingnorata dai Tg della prima serata, mentre per il Tg2 è stato mandato in onda in apertura un servizio nel quale il premier parlando cn alcuni suoi sostenitori diceva: “E adesso vi lascio alla continuazione dei vostri lavori. Io devo scappare via perchè sto combinando un matrimonio tra Noemi e come si chiama quell’avvocato inglese… Mills”. Poi il premier ha concluso: “Naturalmente porterò in dono l’offerta di un viaggio di nozze sugli aerei dello Stato aggratis”.
Be the first to comment on "Crisi gravissima tra governo e magistrati"