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Giorno dopo giorno il partito di Bossi diventa un problema serio per la democrazia.
Il risultato del referendum svizzero che ha per il momento imposto l’impossibilita’ di costruire minareti e’ un esempio intollerabile di xenofobia condannato in tutto il mondo.
Pero’ i ‘celtici padani’ della Lega sono ‘contenti’ per la decisione della Confederazione e Roberto Castelli ha dichiarato: “Ancora una volta dagli svizzeri ci viene una lezione di civilta’. Il messaggio, che arriva soprattutto a noi che viviamo vicini a questa terra, e’ forte. Occorre un segnale forte per battere l’ideologia massonica e filoislamica che purtroppo attraversa anche le forze alleate della Lega”.
Rievocando le parole di Mussolini che odiava e le “forze democratiche, massoniche, demagogiche, plutocratiche”, l’esponente del Carroccio ha aggiunto: “Credo che la Lega Nord possa e debba nel prossimo disegno di legge di riforma costituzionale chiedere l’inserimento della croce nella bandiera italiana”.
Le elezioni di marzo si avvicinano e la Lega cerca voti ricorrendo alla propaganda xenofoba e razzista per pescare in quel bacino di italiani che vivono con diffidenza e paura chiunque non sia assimilabile agli stereotipi discriminatori e segregazionisti che in questi anni hanno nascosto l’assenza di strategia politica della formazione di Bossi.
Quello che piu’ preoccupa e’ il ricorso alla demagogia dello ‘scontro tra religioni’, che vorrebbe opporre cristianesimo ad islam (negando anche le posizioni favorevoli al dialogo interreligioso del Vaticano) pur di conquistare una scheda in piu’.
A negare le parole leghiste ci ha pensato il direttore dell’Osservatore Romano, Giovanni Maria Vian, che ha avvertito a non usare le religioni, perche’ “e’ una cosa che ha sempre portato frutti cattivi, velenosi”.
Vian ha aggiunto: “Non siamo riusciti a fare abbastanza per spiegare che era un referendum da respingere. Un’autocritica che dobbiamo fare tutti, religiosi e non” perche’, ha proseguito, “iniziative del genere, di carattere politico estremistico, giocate sulla paura, ci sono gia’ state”.
Intanto i giornali europei e americani hanno parlato di un voto “catastrofico”, indotto dalla “rabbia e dalla frustrazione” e che rimette in questione l’immagine di una Svizzera paladina della tolleranza e dei diritti umani.
La Svizzera, gia’ sotto attacco per il segreto bancario, la crisi di Ubs e le tensioni con la Libia, si trova adesso a dover affrontare un nuova campagna internazionale.
Il quotidiano tedesco ‘Der Spiegel’ ha scritto: “Questo Paese che si issa a difensore neutrale dei diritti umani, sede del CICR (il Comite’ international de la Croix-Rouge) e custode delle Convenzioni di Ginevra, questo presunto paese modello di democrazia, domenica ha violato il diritto della liberta’ di culto e discriminato un unico gruppo religioso, i mussulmani”.
‘Die Welt’, altro quotidiano tedesco, ha aggiunto: “Il divieto di costruire nuovi minareti non tocca le moschee. Porta pero’ la Svizzera un passo indietro dalla tolleranza e dalla comprensione minuziosamente costruite in passato”.
‘The New York Times’ pensa la “Svizzera si distanzia dall’immagine di paladina della tolleranza, assumendosi il rischio di uno scontro con il mondo musulmano e il diritto internazionale”.
Il britannico ‘The Guardian’ ha sostenuto: “Il risultato deve far vergognare la Svizzera e preoccupare l’Europa”.
‘Le Figaro’ giornale conservatore francese ha sottolineato come l’iniziativa, sostenuta unicamente dall’Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice) e dall’Unione democratica federale (UDF, destra ispirata alla Bibbia). rappresenti una “sconfitta per la classe politica svizzera” e visto che “il governo non ha certo fatto una bella figura – ha incalzato la Su¼ddeutsche Zeitung – il voto di domenica e’ una chiara lezione anche per lui”.
Il segnale di allarme lanciato dal popolo svizzero sembra toccare da vicino soprattutto i paesi europei, coscienti di quanto questo malessere non si fermi ai confini della Confederazione. «Se la votazione si fosse svolta in Belgio, ammette Le Soir, una maggioranza dei cittadini si sarebbe pronunciata a favore».
L’editorialista del transalpino Libe’ration ha sottolineato quanto sia determinante la “forza assurda dei pregiudizi, visto che l’iniziativa e’ stata accolta soprattutto in quei cantoni dove vi sono meno cittadini mussulmani”. Il voto, ha detto ‘The Wall Street Journal’ ha mostrato dunque il “conflitto d’integrazione di una crescente popolazione musulmana con la popolazione civile”.
La stampa internazionale ha sottolineato come la pace religiosa sia stata inutilmente disturbata. Il divieto di costruire minareti non potra’ certo fermare il fondamentalismo islamico, ne’ favorire l’integrazione, ha spiegato lo spagnolo El Pais, e rischia invece di creare nuove frazioni con il mondo mussulmano.
Per l’autorevole ‘Le Monde Diplomatique’ “ormai non e’ piu’ possibile discutere serenamente di musulmani in Europa e del loro posto nella nostra societa’” ed ha concluso: “E’ ironico constatare che gli svizzeri, con il loro voto, hanno inflitto una terribile sconfitta alla ragione stessa…”.
Le parole degli esponenti di un partito al governo, come la Lega, che parlano di ‘radici Cristiane’ contro le stesse indicazioni alla convivenza pacifica tra religioni diverse della Chiesa romana debbono preoccupare. L’episodio della pulizia etnica messa in atto a Coccaglio per realizzare il “White Christmas”, ovvero l’allontanamento degli stranieri dal paesino in provincia di Brescia, non e’ solo la perdita di autocontrollo di una giunta di centro destra, ma uno dei troppi segnali di razzismo che rischiano di minare il vivere civile in Italia.
Eppure ancora nessuno vuol mettere sotto accusa il partito ‘celtico padano’ perche’ i suoi voti servono. Se non si decidera’ al piu’ presto di isolare quel partito i rischi per la democrazia italiana si faranno davvero gravi.
(Tratto da: http://www.inviatospeciale.com/)
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