Cocaina: i consumatori italiani sono il doppio della media Ue. Davanti a tutti per la cannabis

Polvere. Bianca e leggera. In gergo ha un nome lieve: neve. In pratica e’ quell’ar­ma letale con un nome interna­zionale: cocaina. Si consuma da decenni. Ma e’ un consumo che non passa di moda. Anzi: aumenta, sempre di piu’. In Eu­ropa, come ci segnala l’ultimo rapporto che arriva dall’osser­vatorio di Bruxelles, sono di­ventati 13 milioni i cittadini che ne hanno fatto uso almeno una volta (7,5 milioni hanno tra i 15 e i 34 anni). E anche la cannabis tiene il passo. Anzi, supera di gran carriera: 74 mi­lioni i consumatori europei, l’Italia in pole position.
Per gli spinelli, come per la neve. Il consumo della cocai­na, dice il Cnr, nell’ultimo de­cennio e’ praticamente raddop­piato, passando dai 400 mila consumatori del 2001 al milio­ne dell’anno passato. Di piu’: e’ proprio l’osservatorio di Bru­xelles che ci segnala come l’Ita­lia sia fra i cinque paesi che consumano piu’ cocaina in Eu­ropa, insieme alla Spagna, la Gran Bretagna, la Danimarca, l’Irlanda.
Per capire: la media Europea di consumo della polvere bian­ca e’ di circa lo 0,4% della popo­lazione. In Italia e’ dello 0,8%. Per capire meglio: a dispetto di un consumo dell’1,1% spagno­lo e dell’1% inglese non c’e’ pa­ragone fra la cocaina che si con­suma a Milano e a Londra. Mi­lano stravince.
Le analisi le hanno fatte al­l’Istituto Mario Negri di Mila­no, analizzando le acque reflue delle citta’ (oltre Milano e Lon­dra anche Lugano e altre quat­tro citta’ italiane). I risultati li spiega Silvio Garattini, respon­sabile della ricerca: “Abbiamo calcolato che a Milano si consu­mano ogni giorno una media di 9,1 dosi di cocaina per mille abitanti, contro le 6,9 di Lon­dra (le 6,1 di Lugano, 7,4 di La­tina, 4,7 Cagliari, 3,2 Varese, 2,1 Cuneo). Siamo rimasti dav­vero sorpresi. Non ce lo aspet­tavamo “.
Milano sorprende e spiazza. Sempre. E non e’ un caso che la Lombardia guida (dati Cnr) la classifica delle regioni che con­sumano piu’ cocaina: 3,4% del­le persone fra i 15 e i 64 anni, seguita dal 3,2% del Lazio, 3% del Piemonte, 2,6% della Ligu­ria. Non e’ un caso che proprio qui sia nato il primo centro di recupero dedicato e mirato al­la cocaina.
Una comunita’ mista fra pub­blico e privato sociale (associa­zione Saman, Lotta contro l’emarginazione, cooperativa di Bessino). Ha aperto i batten­ti un mese e mezzo fa. Ed e’ sta­ta letteralmente presa d’assal­to.
Spiega Riccardo De Facci, il presidente: “Nel nostro addic­tion center si cura principal­mente il consumo di cocaina abbinato all’alcool. E da noi si usa una formula nuova per il recupero. Modulare. Nel sen­so: si rivolgono a noi professio­nisti, manager, giovani rampol­li di famiglie in vista, consulen­ti finanziari. Persone, cioe’, che non hanno in testa il vecchio metodo di chiudersi per anni dentro una comunita’. Che arri­vano da noi per un primo step di qualche settimana. Anche se piu’ di uno ci ha gia’ chiesto di tornare”.
Milano che spiazza. Sempre all’Istituto Mario Negri di Mila­no hanno calcolato negli scari­chi che ogni giorno a Milano entra un chilo di cocaina e che diventa un chilo e mezzo du­rante il fine settimana. Anche i giovani italiani sono abbon­dantemente sopra la media del consumo europeo, ci segnala l’osservatorio di Bruxelles. E sono ben tre milioni i giovani europei che l’hanno provata nell’ultimo anno, cosi a certifi­care il consumo che aumenta.
Ma c’e’ una voce che si leva forte dal coro contro questa ca­tastrofe. E non e’ una voce da nulla, visto che e’ quella di Gio­vanni Serpelloni, capo del no­stro dipartimento nazionale an­tidroga. Dice: “Dobbiamo guar­dare al futuro con ottimismo. Perche’ se scorporiamo i dati e li puntiamo sui 15-16enni, ve­diamo che per la prima volta in questa fascia il consumo del­la cocaina in Italia diminuisce. E non e’ certo una cosa da po­co, visto che sono loro, gli ado­lescenti, a segnare il trend”. 
 (Tratto da: http://www.ariannaeditrice.it)

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