Sinceramente a me dà fastidio, profondo fastidio l'abuso di certi titoli: servitore dello Stato, funzionario dello Stato, eroe. Sono titoli che certamente affermano il valore dell'uomo, ma sono di circostanza e sanno leggermente di ipocrisia; infine l'uso si rivela spesso un abuso marcatamente strumentale. Perchè di Nicola Calipari non si dice la verità più semplice e immediata, ossia che è un italiano? Poi certamente è anche tutto il resto, ma nel ricordo della nazione deve rimanere come un italiano. Un italiano morto per salvare la vita di un essere umano! Davanti a questo gesto, che evidentemente nasce da una fede cristiana realmente vissuta, tutti gli italiani devono sperimentare nuovamente l'importanza di essere un popolo. Cosa serve piangere un connazionale così valoroso, cosi eroico, così di ricco di virtù cristiana, se poi non si risolvono certe lacerazioni ideologiche? Serve semplicemente alla teatralità derivante dalla suggestione dell'avvenimento, ma poi, una volta esaurita, la solidarietà torna a essere un modo per lavarsi la coscienza. Invece la solidarietà , quella vera, è la pratica quotidiana di un popolo, è là dove si registra una vivacità , una vitalità , una autenticità di popolo! (Andrea Ferrari – http://www.diversidagliuguali.it)
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