Cofferati un anno dopo

Bologna è in un avvallamento, l'aria circola poco e sotto i portici si raccolgono mefitici gas di scarico: la parola “inquinamento” qui è più sentita che altrove. Un anno fa, in campagna elettorale, Cofferati promise: «Renderò respirabile la città » e «La mia priorità è la partecipazione». Milena Gabanelli per Io Donna del Corriere della sera


I cittadini gli hanno creduto e lo hanno votato. Anch'io. L'inverno è trascorso fra targhe alterne e blocchi totali per limitare le polveri sottili fuori controllo, ma l”attesa chiusura del centro storico non c'è stata. Ci vuole tempo anche per accendere le telecamere che regolano l'accesso al centro installate nove anni fa. Tre funzionano da metà aprile, altre sei saranno attive, pare, entro l'estate.

Intanto i pass per i portatori dì handicap sono raddoppiati e non è prevista alcuna revisione delle autorizzazioni assegnate dal 2003 a oggi. Così, nelle ore di punta, i regolari che passano sotto le telecamere accese, sono 65 mila. Nelle strade medioevali della città i furgoni caricano e scaricano a ogni ora: il rischio di beccare una multa è remoto, mancano i vigili. In qualunque città europea il vigile lavora da solo, perché qui girano in coppia?

Quando i vertici romani proposero la sua candidatura a sindaco di Bologna, Cofferati chiese e ottenne la legittimazione da parte dell'assemblea cittadina. Disse: «Convocherò l'Assemblea per tutte le scelte importanti!». II metrò è un'opera costosissima e discussa, ma l'assemblea non è mai stata convocata. Gli esponenti del mondo associativo, che Io sostennero, chiedono da mesi incontri e dibattiti pubblici finora mai ottenuti.

àˆ un uomo introverso, parla raramente perfino con i dirigenti della sua amministrazione. A gennaio ci furono 18 morti a Crevalcore; lui noi si presentò sul luogo dell'incidente. Chissà dov'era. Ama la lirica, par che sia bravo a presentare i libri. Che abbia sbagliato mestiere?

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