L’Unione continua a litigare: uno spettacolo scoraggiante

Gli scontri allà¢â‚¬â„¢interno dellà¢â‚¬â„¢Unione non accennano a placarsi, offrendo ai cittadini uno spettacolo decisamente spiacevole e scoraggiante, specie se messo a confronto con quello di pochissimo tempo fa, quando i trionfi elettorali del centrosinistra facevano presagire a tutti (terminata ormai là¢â‚¬â„¢era Berlusconi) di esser finalmente giunti allà¢â‚¬â„¢alba di un cambiamento radicale nella politica italiana. Ma sorrisi e festeggiamenti sono durati ben poco, dando ragione a quanti sostenevano che il centrosinistra riusciva a mostrarsi unito solamente nella lotta contro Berlusconi. Vedendo quanto sta succedendo in questo momento, chi ha ancora il coraggio di sostenere il contrario?

Anna Toro – www.centomovimenti.com


Il disegno di Prodi è ormai quasi irrimediabilmente compromesso: niente lista unica dunque, la quale per gli alleati somiglierebbe un poà¢â‚¬â„¢ troppo a un grande mostro inglobatore e fagocitatore di tutte le peculiaritàƒ e differenze, unico contenitore manovrato da un professore egemone e tiranno a cui tutti dovrebbero sottomettersi senza possibilitàƒ di obiezione.
Comà¢â‚¬â„¢è noto i maggiori avversari della à¢â‚¬Å“listaà¢â‚¬? sono gli esponenti à¢â‚¬Å“rutellianià¢â‚¬? della Margherita, che in questi giorni si trovano a dover combattere con la minoranza à¢â‚¬Å“prodianaà¢â‚¬? del partito guidata da Parisi e Bordon i quali minacciano una vera e propria scissione dal partito (molto probabile), per affiancarsi al professore (in che forma peràƒÂ² non si sa).

Dal canto suo Prodi continua a lanciare appelli allà¢â‚¬â„¢unitàƒ , prima con la lettera da Creta, e poi con la dichiarazione secondo la quale egli accetterebbe solo una leadership unitaria in quanto secondo lui non si puàƒÂ² à¢â‚¬Å“regnare senza governareà¢â‚¬?. Dà¢â‚¬â„¢Alema lo difende e ricorda gli esiti dei sondaggi secondo i quali ciàƒÂ² che gli elettori chiedono maggiormente è là¢â‚¬â„¢unitàƒ , la quale potrebbe essere garantita solo dalla lista unitaria. Il rutelliano Paolo Gentiloni, invece, continua a lamentarsi: à¢â‚¬Å“Mi sembra che fino a questo momento non c'è stato alcun rispetto da parte loro verso le nostre decisioni dettate da scelte politiche preciseà¢â‚¬?, mentre Rutelli conferma le decisioni prese in precedenza; intanto Bertinotti, dopo aver ironizzato sugli inviti di Berlusconi alla Margherita (à¢â‚¬Å“Rutelli se là¢â‚¬â„¢è meritatoà¢â‚¬?), sostiene che ciàƒÂ² che succede nellà¢â‚¬â„¢Ulivo non lo riguarda, e che non piangerebbe se là¢â‚¬â„¢Ulivo scomparisse e nascessero invece nuovi soggetti politici.

A criticare Prodi ci si mettono pure i gesuiti de La Civiltàƒ Cattolica, i quali affermano che se Prodi andasse avanti nella sua idea di costituire un minipartito, ciàƒÂ² à¢â‚¬Å“sarebbe un suicidio per la coalizione e per tutti i discorsi unitari che sino ad oggi egli ha proclamatoà¢â‚¬?. CiàƒÂ² che ci si chiede è questo: Prodi, in quante lingue deve ancora ripetere che egli non pensa affatto a costituire un partito unico? Ma dalle parti dellà¢â‚¬â„¢Unione sembra che ognuno parli solo la propria lingua, nonostante i tentativi di mediazione da parte dei Ds. E cosa abbiano davvero intenzione di fare loro, i Ds, non è neanche questo cosàƒÂ¬ tanto chiaro, dato che persino Gavino Angius ha fortemente criticato i recenti interventi del professore.
Le ironie a proposito dellà¢â‚¬â„¢Unione, che tutto sarebbe fuorchàƒÂ© unita si sprecano; e a ragione.

Questà¢â‚¬â„¢incertezza generale, i sussurri a bassa voce, i veleni e le voci di corridoio contradditorie allà¢â‚¬â„¢interno della coalizione del centrosinistra di certo non aiutano là¢â‚¬â„¢elettore, ma anzi lo disorientano sempre di più. Nonostante la ripresa della Casa delle Libertàƒ è difficile che gli italiani si facciano di nuovo abbindolare dalle promesse fasulle e dal sorriso a trentadue denti di Berlusconi. Ma sicuramente la mano che tracceràƒ la à¢â‚¬Å“Xà¢â‚¬? nella scheda elettorale avràƒ un tratto un poà¢â‚¬â„¢ incerto ed esitante, nulla a che vedere con una decisione ferma e appassionata, dettata dallà¢â‚¬â„¢ottimismo e dalla fiducia in ciàƒÂ² che si sta votando. Resta infatti una domanda che noi tutti non possiamo (purtroppo) fare a meno di porci: è mai possibile che alla fine si è sempre costretti a scegliere à¢â‚¬Å“il meno peggioà¢â‚¬??

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