Saràƒ divertente vedere Ignazio La Russa votare la riforma elettorale che ha in mente la destra. Sul tema era stato infatti di maschia nettezza: à‚«Il proporzionale trasmette un ricordo di vecchiume, intrighi, guerriglie nei partitià‚». Insomma: à‚«Sa di muffa. E due mesi fa aveva confermato: à‚«An rifiuta il ritorno al proporzionaleà‚». Ri-flu-ta. Arrossendo dà¢â‚¬â„¢imbarazzo, peràƒÂ², si consoli: saràƒ in folta compagnia. Poche materie infatti come quella elettorale han visto tutti dire il contrario cli tutto. A partire da Silvio Berlusconi che, alla millesima giravolta, ebbe pure a lagnarsi di chi gliela faceva notare: à‚«Con coerenza assoluta dico sempre le stesse coseà‚».
Una coerenza da latticini: mungitura il martedàƒÂ¬, scadenza il venerdàƒÂ¬.
Elencare tutte le posizioni che ha preso via via è impossibile.
Riassunto in pillole:
à‚«Il maggioritario per noi è quasi una religione, là¢â‚¬â„¢80% degli italiani ha approvato il referendumà‚». à‚«Se le cose stan cosàƒÂ¬ tanto vale tornare al proporzionaleà‚». à‚«Il maggioritario è contro la partitocraziaà‚». à‚«Sono per il doppio turno di coalizione ma anche il proporzionale dàƒ stabilitàƒ à‚».
à‚«Ora sono anch’io convinto che la strada migliore sia quella di un sistema uninominale secco a un turno, come in Gran Bretagnaà‚».
à‚«Il maggioritario è stato stravolto con là¢â‚¬â„¢introduzione della quota proporzionale. Va eliminata per togliere alla nomenklatura la possibilitàƒ di entrare in Parlamento attraverso una scorciatoiaà‚». à‚«Prima regola: in una democrazia maggioritaria governa chi ha vinto le elezionià‚». à‚«Sono per il doppio turno, una scelta più meditata, ragionevoleà‚». à‚«Cà¢â‚¬â„¢è chi vuoi tornare al Grande Centro, al sistema proporzionale, alla palude del consociativismo!à‚». à‚«Anchio avevo sperato nel maggioritario ma si è vista la frammentazioneà‚». à‚«Modello tedesco con premio di maggioranza? Sono più che favorevoleà‚». Insomma? Boh.
Obiezione: anche a sinistra cà¢â‚¬â„¢è chi, sia pure meno ondivagando, si è battuto per anni per
il proporzionale e invece ora si leva furente contro là¢â‚¬â„¢iniziativa della destra. Vero. Verissimo. Ma la risposta, su questo punto, va lasciata ancora a Berlusconi che dieci mesi prima (dieci mesi) delle à‚«politicheà‚» del 2001 che si avviava a vincere, respinse l’idea cli una riforma elettorale proposta dallà¢â‚¬â„¢ulivo e assai meno radicale di quella di oggi, con queste parole: à‚«Il tempo è scadutoà‚». Tesi rilanciata dai coristi con minime varianti. Alfredo Urso: à‚«Non si cambiano le regole del gioco in campagna elettoraleà‚». Gianfranco Fini:
à‚«Non si cambiano le regole a partita iniziataà‚». Rocco Buttiglione:
à‚«Le riforme elettorali non si fanno in campagna elettoraleà‚».
Giulio Tremonti: à‚«Non si cambia la legge elettorale a colpi di maggioranza, non si cambiano
regole se la campagna elettorale è giàƒ iniziataà‚». E il futuro à‚«garanteà‚» dei lavori parlamentari Pier Ferdinando Casini ammiccava:
à‚«Capisco che Rutelli voglia vincere le elezioni e proponga di cambiare la legge elettorale ma nel mezzo della partita non si cambiano le regoleà‚». L’accusa? La spiegava ancora il Cavaliere: à‚«Quella proposta dal centro sinistra è una legge per il suo bene e per il male del Paeseà‚».
Mentre il forum di Forza Italia (www.forzaitalia.it/sms) viene intasato di decine cli messaggi quasi tutti contro la svolta (à‚«se lo fate non vi voto piùà‚», scrive ad esempio Camillo: à‚«è un giro di valzer indecente ), vale dunque la pena di ricordare almeno alcune delle chicche consegnate agli archivi. Antonio Martino, in un momento in cui il Cavaliere si sentiva proporzionalista: à‚«Il maggioritario era il cuore del programma di Forza Italia nel 94 come nel 98. Io ho la tessera numero 2 e, in otto delle undici cassette che nel 94 abbiamo dato ai candidati per prepararsi, alla campagna elettorale, ero io a parlare. La decisione di Berlusconi mi crea grossi problemià‚». Maurizio Gasparri, là¢â‚¬â„¢estate scorsa: à‚«Nessuno pensi cli tornare al “suk” al mercato arabo che ritengo irreversibileà‚».
Il più interessante da seguire nella curva a gomito, peràƒÂ², è forse il ministro degli esteri Fini. Il quale, gagliardamente contro il maggioritario quando pensava lo danneggiasse (L’uninominale è un sistema elettorale voluto dalla Dc, dal Psi dal Pds, dalla cupola di Confindustria e dal potere sindacale per salvare la partitocrazia e riciclare i partiti sepolti da Tangentopolià‚») si convertàƒÂ¬ solo quando si rese conto che il nuovo sistema poteva essergli invece utile. Ma fece seguire alla conversione il furore dei convertiti: à‚«Noi siamo per il maggioritario a turno seccoà‚». Tesi ribadita per anni, fino a promuovere il referendum per là¢â‚¬â„¢abolizione di quei 25% rimasto di proporzionale e a sfidare D’Alema: à‚«Se davvero vuoi dialogare con noi, lo invitiamo ad uscire dallà¢â‚¬â„¢ambiguitàƒ : impegni la parte della sua maggioranza che crede nel bipolarismo a sostenere una nuova legge elettorale, che rafforzi il maggioritario e che recepisca lo spirito del referendum Segnià‚». Ancora: à‚«La legge elettorale proporzionale è il mastice dàƒÂ¬ quanti hanno nostalgia del pentapartitoà‚». à‚«An non cambia idea sulla legge elettorale, quindi è indisponibile a intese basate su una legge proporzionaleà‚». E via cosàƒÂ¬… Per dirla con La Russa: uffa, la muffa!
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