Proviamo a pensare come potrebbero essere investiti in modo più efficace per il benessere delle famiglie, i non irrilevanti fondi messi a disposizione nel “pacchetto famiglia”. Facciamolo mantenendo (ed esplicitando più chiaramente) quelli che sembrano i tre obiettivi del Governo: sostenere il costo dei figli (incoraggiando quindi indirettamente le scelte procreative); sostenere le famiglie che hanno persone con invaliditàƒ grave; sostenere là¢â‚¬â„¢accesso ai servizi [Francesco Billari, Daniela Del Boca, Chiara Saraceno – www.lavoce.info]. Là¢â‚¬â„¢assegno al nucleo familiare è là¢â‚¬â„¢unica misura effettiva di sostegno al costo dei figli in Italia. Presenta, peràƒÂ², diversi limiti. In primo luogo è diretta solo alle famiglie di lavoratori dipendenti a basso reddito. Se ciàƒÂ² aveva una giustificazione nel suo finanziamento contributivo, oggi lo ha meno, dato che parte dei contributi è stata dirottata al finanziamento delle pensioni e viceversa le maggiorazioni sono a carico dello Stato. Là¢â‚¬â„¢estensione a tutte le famiglie a basso reddito appare perciàƒÂ² una scelta di equitàƒ . In secondo luogo, la valutazione del reddito utilizza meccanismi totalmente diversi da quelli dellà¢â‚¬â„¢Ise, sia sul piano della definizione di reddito, sia su quello delle scale di equivalenza. In terzo luogo, il meccanismo degli scaglioni di reddito ha effetti di iniquitàƒ tra le famiglie e crea aliquote marginali elevatissime. Destinare le risorse allocate ai bonus a una riforma di questo istituto, convogliandovi anche là¢â‚¬â„¢assegno per il terzo figlio introdotto dal governo Prodi per le famiglie a basso reddito con almeno tre figli tutti minori, configurerebbe la messa a punto di uno strumento di sostegno al costo dei figli per le famiglie a reddito medio-basso più sistematico e permanente di una tantum, e anche più equo della situazione attuale.
Congedo genitoriale
Unà¢â‚¬â„¢altra alternativa è mettere a disposizione la somma per i genitori à¢â‚¬ madri e padri à¢â‚¬ che non prendono una quota di congedo genitoriale (in base alla legge 53/2000) perchàƒÂ© non possono permettersi di perdere il 70 per cento dello stipendio. Oppure perchàƒÂ©, essendo lavoratori autonomi, o a progetto o simili, non possono permettersi di stare troppo a lungo fuori dal mercato del lavoro. Avere unà¢â‚¬â„¢integrazione di reddito faciliterebbe sia la scelta di optare per qualche mese di congedo, sia la scelta di rimanere al lavoro part time.
Miglioramento dei servizi
Stante la carenza di risorse pubbliche (aggravate dal taglio del fondo sociale), sarebbe opportuno finanziare un fondo per aumentare la disponibilitàƒ di posti nei nidi pubblici o convenzionati, piuttosto che di fatto incentivare quelli privati. Varie ricerche hanno mostrato che un incremento delle opportunitàƒ degli asili nido in termini di posti e una maggiore flessibilitàƒ degli orari giornalieri contribuiscono ad ridurre le difficoltàƒ delle madri di rimanere occupate.
Sanitàƒ e trasporti
Sempre per sostenere il costo dei figli, possiamo pensare anche a politiche non unicamente “familiari”, relative in particolare a sanitàƒ e trasporti. (1)
Per la sanitàƒ , i bambini di etàƒ inferiore a sei anni per famiglie sotto una soglia di reddito collegata allà¢â‚¬â„¢Ise sono solitamente esenti da ticket sanitari. Si potrebbe pensare di estendere questo limite al di làƒ dei sei anni (ad esempio fino allà¢â‚¬â„¢inclusione di tutti i minorenni), diminuendo il costo della sanitàƒ per le famiglie con figli e allo stesso tempo incoraggiando là¢â‚¬â„¢investimento nella salute dei figli, anche adolescenti. Lo Stato potrebbe considerare questo aspetto nella fissazione dei criteri minimi per là¢â‚¬â„¢assistenza sanitaria.
La voce di spesa “trasporti” pesa per circa il 15 per cento circa sul totale e per i trasporti pubblici aumenta allà¢â‚¬â„¢aumentare del numero di componenti della famiglia. (2) Si potrebbe aiutare le famiglie agevolando là¢â‚¬â„¢utilizzo dei trasporti pubblici attraverso tariffe per il nucleo familiare, come succede in altri paesi europei. Si tratterebbe anche in questo caso di una politica a doppio esito, a favore delle famiglie numerose, ma anche dellà¢â‚¬â„¢utilizzo dei trasporti pubblici.
Unà¢â‚¬â„¢altra misura dal doppio effetto sarebbe là¢â‚¬â„¢estensione della copertura dellà¢â‚¬â„¢acquisto di libri allà¢â‚¬â„¢intera fascia di etàƒ di istruzione obbligatoria: soprattutto un sollievo per le famiglie con più figli, ma anche una garanzia di eguaglianza di fronte alle opportunitàƒ educative.
Naturalmente, queste e altre proposte dovrebbero rientrare in un quadro di politiche e obiettivi condivisi con le amministrazioni locali, a partire dalla definizione dei livelli essenziali di prestazioni e con una previsione ragionevolmente certa dellà¢â‚¬â„¢ammontare dei trasferimenti ai governi locali. Solo cosàƒÂ¬ si eviterebbe la casualitàƒ e occasionalitàƒ di politiche una tantum, che poco servono agli individui e alle famiglie per definire strategie di medio-lungo periodo.
(1) Di alcune misure alternative si è discusso in questi giorni. Si veda là¢â‚¬â„¢articolo di Franceso Billari sul Sole 24 Ore del 5 novembre 2005.
(2) Le tariffe dei trasporti pubblici locali sono fissate dalle Regioni.
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