Le Nazioni Unite hanno approvato ieri, con una maggioranza schiacciante, la condanna al blocco economico che gli Stati Uniti mantengono su Cuba. Il cancelliere cubano, Felipe Pérez Roque, ha manifestato soddisfazione e speranza [Antonio Pagliula]. L’assemblea Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) ha approvato mercoledì una risoluzione che condanna e rifiuta il blocco economico degli Stati Uniti contro Cuba, esigendo così la fine di questa misura che pesa sulla nazione cubana dal 1962. Con una maggioranza schiacciante e per il 15esimo anno consecutivo, l’organismo internazionale ha condannato il blocco imposto sull’isola caraibica, con 183 voti a favore, 4 contrari e 1 astenuto.
Si può immaginare quali sono gli stati che hanno votato contro: logicamente gli Stati Uniti d’America insieme ad Israele, ai quali questa volta si sono aggiunti i voti addirittura delle Isole Marshall e di Palau (un’isoletta dell’Oceano Pacifico con 19’000 abitanti). L’astenzione è stata della Micronesia.
Il cancelliere cubano Felipe Pérez Roque, che presentò la risoluzione con un discorso all’ONU, ha accolto i risultati con beneplacito. Durante il suo discorso, che ha preceduto la votazione, Pérez Roque ha definito la guerra economica imposta dagli Stati Uniti contro Cuba, come la più prolungata e crudele che la storia abbia conosciuto, qualificandola come un atto di genocidio che costituisce una fragrante violazione del Diritto Internazionale e della Carta delle Nazioni Unite.
La risoluzione approvata questo mercoledì ha ottenuto il maggior numero di voti di sempre. Il documento accoglie le denuncie espresse da L’Avana, è stato elaborato dal segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, e s’intitola “La necessità di mettere fine al blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti su Cuba”.
In sede Onu si sono anche espresse le preoccupazioni per nuove leggi e misure promulgate da Washington per rinforzare ed ampliare l’embargo commerciale e finanziario, con le conseguenti ripercussioni negative che avrebbero sul popolo cubano. Il documento che è stato approvato denuncia anche che l’embargo imposto dagli Usa affetta la sovranità degli altri Stati, gli interessi legittimi di entità e persone sotto la loro giurisdizione, oltre a compromettere anche la libertà di commercio e di navigazione.
In questo senso gli stati membri delle Nazioni Unite furono esortati all’astenersi dal promulgare e applicare misure di questo tipo, in quanto violano la Carta Onu e numerose norme di Diritto Internazionale.
Quest’ultima considerazione lascia un po’ perplessi sull’effettivo potere delle Nazioni Unite sempre più prossimo allo zero. Solo qualche giorno fa infatti gli Stati Uniti minacciarono il Nicaragua con una promessa di embargo economico in caso di vittoria di Ortega. Questa volta la minaccia non è riuscita ad alterare i risultati elettorali però rimane la curiosità sul comportamento che gli Usa terranno nei confronti del futuro governo Ortega.
In tutti i modi nonostante l’ennesima votazione contro l’embargo a Cuba gli Stati Uniti manterranno le proprie decisioni e non si vede a breve la fine del blocco economico, quello che rimane sono invece i dubbi sul ruolo internazionale dell’Onu e sul finto potere che ricopre in ambito internazionale.
fonte della notizia TeleSur
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