Per il 2002 gli Stati Uniti si sono confermati i maggiori esportatori di armi per 13,3 miliardi di dollari (quasi un miliardo in più rispetto all”anno precedente) rappresentando da soli il 44,5 per cento del mercato globale. Inoltre il 48,6 per cento dei clienti Usa (per 8,6 miliardi di dollari) sono nazioni del sud del mondo. Lo dice il rapporto “Conventional arms transfers to developing nations 1995-2002” redatto dal centro studi e ricerche del Congresso americano e presentato in questi giorni al senato e alla camera dei deputati di Washington.
Si tratta di una delle pubblicazioni più autorevoli sul commercio mondiale di armi. Il secondo maggior esportatore al mondo è la Russia seguita dal cosiddetto gruppo dei “4 europei” – Francia, Gran Bretagna, Germania e Italia – guidati da Parigi con 1,1 miliardi di dollari. Il gruppetto europeo rappresenta il 12 per cento delle vendite mondiali di armi, mentre solo l”anno prima era il 5 per cento. Il rapporto segnala, inoltre, l”affermarsi di nuovi venditori sulla piazza: sessanta missili aria-aria (un buon esempio sono i missili Scud) sono stati venduti a Paesi in via di sviluppo da nazioni come Sudafrica, Israele e Corea del Nord. Un crescente dinamismo è dimostrato anche dai Paesi dell”Europa centrale ed orientale dell”ex blocco sovietico che dal 1999 allo scorso anno avrebbero fornito all”Iraq armi per 100 milioni di dollari. Nello stesso periodo gli affari tra Iraq e i maggiori esportatori mondiali si sarebbero invece interrotti; o almeno non avrebbero superato i 50 milioni di dollari, la quota minima di vendite per rientrare nelle analisi del rapporto. Secondo lo studio, gli Usa non esportano in maniera significativa in Africa, da dove proviene solo l”1 per cento del loro budget annuale, ma piuttosto in Medio Oriente, che da quattro anni rappresenta il 76 per cento del suo mercato. L”anno passato, nel continente africano hanno venduto soprattutto la Germania – con una megacommissione al Sudafrica- e la Russia. Il maggior acquirente di armi tra i Paesi in via di sviluppo è la Cina che nel 2002 ha ordinato armi per 3.6 miliardi di dollari e dal 1999 ha acquistato merce bellica per un totale di 17,8 miliardi di dollari. Pechino si rifornisce soprattutto da Mosca di cui rappresenta, insieme a India e Malesia, l”82 per cento delle esportazioni. Tra le trasformazioni del mercato in atto, il rapporto segnala la tendenza della Russia ad avviare nuovi tipi di contratti più “flessibili”, come ad esempio la vendita delle licenze di produzione. Un”offerta a cui sembra molto interessata la Cina che potrebbe presto produrre da sé parte degli armamenti che fino ad oggi ha comprato dal vicino ex sovietico.
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