Nella “guerra sbagliata, condotta nel luogo sbagliato e nel tempo sbagliato“, come Kerry l'indeciso si è deciso a dire, 13 soldati muoiono nelle ultime 24 ore, toccando il segno simbolico dei mille militari Usa uccisi. Settemila sono i feriti dall'inizio dell'invasione, con il picco massimo registrato nel mese d'agosto, mentre secondo la Reuters, i caduti iracheni, fra ribelli, civili, donne, bambini, neonati e militari, superano il numero di 17mila. Nel “mondo più sicuro” grazie al rovesciamento di Saddam, secondo la formula di Bush, si contano quasi 20mila morti solo in Iraq e ancora s'ammucchiano i cadaveri a Beslan.
[Articolo di Vittorio Zucconi tratto da La Repubblica del 08/09/2004]
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