Otto goal da segnare, entro il 2015

Si è aperta a New York lo scorso 8 settembre la Conferenza sui Millennium Development Goals, gli obiettivi dichiarati nel 2000 per il nuovo millennio su povertàƒ , malattia, istruzione, economia e sviluppo globale. Tutto entro il 2015.

Di Valeria Confalonieri (peacereporter)


8 settembre 2004.
Sono passati quattro anni dalla proclamazione degli obiettivi che il mondo intero deve porsi nei confronti dell'umanitàƒ che soffre. Obiettivi racchiusi nel nome “Millennium Development Goals”. Ne mancano ancora 11 per arrivare al 2015, primo limite temporale per il raggiungimento di tali risultati, ma è necessario capire quanto è giàƒ stata fatto e se qualcosa si muove nella direzione giusta. In quest'ottica si apre oggi a New York la cinquantasettesima Conferenza Annuale DPI/NGP (Department of Public Information e on-Governmental Organizations) delle Nazioni Unite, chiamata “Millennium Development Goals: civil society takes action”. Per tre giorni (dall'8 al 10 settembre) si discuteràƒ , verranno presentati risultati, numeri, si faràƒ il punto su quanto ottenuto e sui programmi in corso.

Gli obiettivi per il nuovo millennio erano stati identificati nel settembre del 2000 (durante il Millennium Summit delle Nazioni Unite) da 189 Stati membri e riportati in una dichiarazione con le prioritàƒ dell'agenda internazionale. Gli otto traguardi traguardi prefissati rappresentano una sorta di percorso da seguire, insieme, in una visione comunitaria del pianeta in cui tutti i Paesi sono chiamati a cooperare per uno sviluppo globale affinchàƒÂ© il luogo di nascita non segni ineluttabilmente il destino del neonato.

Il primo punto segnalato è l'eradicazione della povertàƒ estrema e della fame. Entro il 2015 si vorrebbe dimezzare il numero di persone che vivono con meno di un dollaro al giorno (scendendo al 14 per cento circa della popolazione dei Paesi a bassa o media economia). Un dollaro al giorno è stato scelto come unitàƒ di misura perchàƒÂ© rappresenta il requisito minimo per la sopravvivenza e più di un miliardo di persone si trova al di sotto di tale limite. E' stato valutato che 2,7 miliardi di persone vivevano con meno di 2 dollari al giorno nel 2000: di queste più della metàƒ si trova nei Paesi in via di sviluppo e i numeri sono addirittura in aumento nell'Africa Sub-Sahariana. Anche sul versante malnutrizione, corresponsabile di almeno al metàƒ dei morti fra i più piccoli, quello che ci si propone è un dimezzamento del numero di chi tutti i giorni deve fare i conti con lo spettro della fame.

Il secondo obiettivo toccato dalla Dichiarazione del Millennio si occupa dell'istruzione, considerata punto fondamentale per lo sviluppo e il progresso di un Paese. Sono ancora molti i posti in cui ai bambini non viene data la possibilitàƒ di completare almeno i cosiddetti studi dell'obbligo: nonostante la maggior parte dei Paesi in via di sviluppo abbia le scuole necessarie per raggiungere questo risultato, solo in un quarto di queste Nazioni i bimbi riescono a raggiungere un livello primario di istruzione.

Parzialmente legato alla scuola e all'educazione è il terzo traguardo che si vuole perseguire: la promozione dell'uguaglianza tra i sessi e una particolare attenzione alle possibilitàƒ offerte alle donne, cui viene riconosciuto un ruolo di primaria importanza nella salute della famiglia e della societàƒ . Infatti le diverse possibilitàƒ offerte a maschi e femmine iniziano sin dalla nascita e pongono le donne in una posizione di svantaggio nella scuola, nel lavoro e nella gestione della loro vita che è poi difficile recuperare.

Un punto cruciale, forse quello che ha avuto più eco anche da parte dei media e sicuramente della stampa medica, è il quarto obiettivo, che si propone la riduzione della mortalitàƒ infantile. Le cifre riportate parlano chiaro: oltre 10 milioni di bambini muoiono ogni anno nei Paesi in via di sviluppo. Da sottolineare che nella maggior parte dei casi le cause del decesso sono malattie prevenibili o curabili: diarrea, polmonite, morbillo, malaria e AIDS, il tutto peggiorato dalle condizioni di malnutrizione. Fa pensare anche il dato (www.thelancet.com) secondo cui, anche solo portando avanti interventi semplici e poco costosi (allattamento al seno, zanzariere trattate con insetticidi, vaccinazioni per il morbillo e terapie reidratanti) sarebbe giàƒ possibile abbassare drasticamente tale mortalitàƒ . L'impegno preso entro il 2015 è quello di ridurre di due terzi (rispetto ai valori del 1990) il numero di piccoli che non superano il quinto anno di etàƒ . Infatti, anche se nelle ultime due decadi la mortalitàƒ sotto ai cinque anni si è ridotta del 19 per cento, rimangono ancora troppo alti i numeri registrati nei Paesi in via di sviluppo. Basti pensare che muore prima del quinto compleanno un bambino su 143 nel Paesi a reddito alto, ma uno su 11 in quelli a basso reddito: quasi il del 10 per cento dei piccoli non raggiunge nemmeno l'etàƒ scolare!

Il quinto obiettivo va in parte di pari passo con il precedente, occupandosi della salute delle neo mamme, con la volontàƒ di ridurne di tre quarti la mortalitàƒ . L'assistenza fornita durante la gravidanza e il parto, oltre che nel periodo perinatale, non è certamente analoga in giro per il mondo e in molti Paesi i decessi durante il parto sono ancora assai numerosi. Sono 50 milioni le donne che non ricevono assistenza adeguata e soffrono di malattie gravi o invalidanti legate alla gravidanza: ben 500.000 muoiono ancora ogni anno dando alla luce un figlio.

Sempre nel campo della salute, le mete del millennio non potevano non occuparsi di AIDS, malaria e delle altre malattie che continuano a uccidere soprattutto i più poveri nei Paesi più poveri. Come sesto obiettivo verranno quindi portati avanti programmi di prevenzione e di trattamento, nel tentativo di arrestare l'epidemia e ridurre la trasmissione e l'insorgenza di nuovi casi di queste malattie, sempre entro il 2015.

Non meno importante, nel quadro generale di povertàƒ e malattia, il ruolo giocato dall' ambiente; diventa quindi un traguardo da perseguire, il numero sette, l'accesso all'acqua pulita e la disponibilitàƒ di servizi igienici e fognature per tutti, ma anche lo sfruttamento adeguato delle risorse naturali dei diversi Paesi.

Infine, la meta numero otto indicata nella Dichiarazione del Millennio è la costruzione di una collaborazione globale per lo sviluppo, in cui gli sforzi dei Paesi in difficoltàƒ sul versante del lavoro, dell'istruzione, della salute, economico e finanziario, in cui rientra anche la questione spesso discussa e tuttora irrisolta dei “debiti dei Paesi in via di sviluppo”, devono essere sostenuti e appoggiati dalle Nazioni più ricche con una partecipazione globale ai processi di sviluppo.

Il programma è ambizioso, a leggerlo sembra quasi una favola, che si spera possa diventare una bella favola. I problemi del mondo intero dunque sono ben noti a tutti, come pure, sembra, le possibili soluzioni o quanto meno i percorsi da fare per avviarsi dalla parte giusta. La clessidra segna, come giàƒ trascorso, un quarto del tempo a disposizione per ottenere i risultati delineati. La Conferenza che inizia domani a New York puàƒÂ² alimentare la fiducia degli ottimisti o dare ragione ai pessimisti. I Millennium Development Goals restano comunque un segnale forte, da non spegnere ma da alimentare con il contributo di tutti. Ed è forse in quest'ottica, nella consapevolezza che il compito da svolgere è assai difficile e non ci sono garanzie sul risultato, che viene chiamata in aiuto la societàƒ civile, a partire dal nome dato alla Conferenza per arrivare alla possibilitàƒ di interazione a distanza grazie al sito web messo a disposizione.

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