à ƒË†stata finalmente avviata, da parte del governo indiano, la bonifica del sito della Union Carbide, la fabbrica di pesticidi di Bhopal dove si è sviluppato il peggior disastro chimico della storia, il 2 dicembre 1984. Agli attivisti di Greenpeace, presenti a Bhopal per monitorare le operazioni, è stato negato perà ƒÂ² l'accesso al sito da parte del Ministero per le vittime del gas e la riabilitazione e del Presidente del Madhya Pradesh Pollution Control Board (MPPCB). L'associazione ambientalista era pronta a collaborare alle operazioni, fornendo anche equipaggiamenti di sicurezza per lo svolgimento del lavoro. Nelle scorse due settimane, Greenpeace e la ICJB (Campagna internazionale giustizia per Bhopal) avevano ripetutamente denunciato l'inadeguatezza e l'incompetenza delle autorità ƒ nell'assicurare la sicurezza dei lavoratori, cosiccome i limiti dei protocolli seguiti per le operazioni di bonifica. Greenpeace chiede quindi che il piano di bonifica sia immediatamente reso pubblico e che il governo dimostri anche come potrà ƒ ottenere il rimborso delle spese sostenute dalla Union Carbide. L'associazione aveva anche criticato l'ipotesi di creazione di una discarica, un'altra bomba ad orologeria che continuerebbe a minacciare le future generazioni degli abitanti di Bhopal. “Le autorità ƒ devono permettere ad esperti indipendenti, rappresentanti delle comunità ƒ e delle Ong di assistere alle operazioni per assicurare la trasparenza e la sicurezza dei lavoratori e degli abitanti. Se non verrà ƒ data risposta a queste richieste, chiederemo alle autorità ƒ di bloccare immediatamente queste pericolose operazioni di bonifica” afferma Vittoria Polidori, campagna inquinamento di Greenpeace.
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