Da tempo è in atto una strategia che oseremo definire tipica di un capitalismo imperialista, dove si assiste a un modello di interdipendenza tra poli dominanti e poli dominati, come giustamente definisce Samir Amin, tale per cui la polarizzazione cosàƒÂ¬ concentrata detta le leggi di un accumulazione di risorse e di ricchezze da parte dellà¢â‚¬â„¢attore dominante a discapito delle parti dominate. La guerra, la militarizzazione, là¢â‚¬â„¢utilizzo della forza per prevaricare sul più debole, assoggettandolo e depredandolo, sono elementi strutturali e conseguenti al mantenimento di questo modello di dominio globale [di Alessandro Rizzo].
Da dopo il secondo dopoguerra il globo è stato protagonista di fasi altalenanti in cui altri poli capitalistici, quello europeo per esempio, si sono posti dapprima in competizione con il polo vincente statunitense, per poi diventare, nella parte finale, sottoposti e indeboliti da unà¢â‚¬â„¢egemonia sempre più pervadente di questà¢â‚¬â„¢ultimo. Oggi da una concorrenza tra poli capitalistici assistiamo a un unilateralismo nella determinazione dellà¢â‚¬â„¢approvigionamento delle risorse e nella strategia di avanzamento di unà¢â‚¬â„¢ottica di predominio globale, basato sulla dottrina Monroe, ossia sulla prevalenza degli interessi economici degli USA su ogni tutela e rispetto dei diritti umani e civili, di autodeterminazione dei popoli, principi fondanti la convivenza pacifica globale.
Dalla guerra fredda siamo passati alla guerra preventiva, che diventa di per sàƒÂ© permanente e continuativa, globale e influenzante le sorti planetarie degli stati, sia da un punto di vista economico, sia da un punto di vista politico e sociale. Per arginare là¢â‚¬â„¢avanzamento di una preponderanza imperialista monopolare i diversi poli capitalistici hanno deciso, nel 1945, di adottare una Carta in cui si potessero regolare i rapporti multilaterali tra gli stati e si potesse dare regole fondamentali per la convivenza tra le popolazioni: il multilateralismo dellà¢â‚¬â„¢ONU è codificato soprattutto nella sua parte principale della Convenzione costitutiva, dove si dispone che là¢â‚¬â„¢Organizzazione propone e promuove ogni azione indirizzata al mantenimento della pace e della cooperazione solidale tra gli stati e le nazioni, che danno vita a un sistema partecipato di condivisione delle norme per le relazioni reciproche. Esiste, quindi, nello statuto dellà¢â‚¬â„¢Organizzazione, un formalismo procedurale che inibisce ogni attivitàƒ unilaterale volta a dare concretezza a disegni strategici di prevalenza militare ed economica di una potenza sulle altre potenze: ma le lacune procedurali decisionali interne allà¢â‚¬â„¢organizzazione, ancora viziate dal principio di diritto di veto nelle scelte decisionali riguardanti le deliberazioni del massimo organo rappresentativo e potestativo, il Consiglio di Sicurezza, costituito da un apparato minimo di rappresentati di alcuni stati, massime espressioni finanziarie del globo, nonchàƒÂ©, infine, di natura sostanziale giuridico-internazionale, inerente alla presenza di una non vincolabilitàƒ per gli stati degli effetti normativi derivanti dalle disposizioni e direttive emesse dallà¢â‚¬â„¢ONU medesima, inficiano la potestàƒ effettiva di tale organismo.
Là¢â‚¬â„¢ONU nasce giàƒ debole sia a livello politico, sia a livello economico, dipendendo i propri finanziamenti dalle volontàƒ dei singoli stati, che destinano liberamente e a proprio piacimento cifre di diversa consistenza, senza alcun vincolo minimo. Agli inizi degli anni 90, per esempio, molti finanziamenti furono decurtati, proprio perchàƒÂ© molti stati, gli USA in primis, avevano deciso di diminuire il contributo. Migliorare il funzionamento dellà¢â‚¬â„¢ONU e garantire una maggiore base democratica partecipativa, rappresentativa di tutti gli stati internazionali, sono obiettivi che vengono fortemente contrastati da attacchi continuativi perpetrati contro il palazzo di Vetro: attacchi che si registrano appunto da tempo, che si sono acuiti agli inizi degli anni 90, con il depotenziamento della base di sostegno economico, inficiando là¢â‚¬â„¢indipendenza e là¢â‚¬â„¢autorevolezza dellà¢â‚¬â„¢ONU, e che oggi trovano unà¢â‚¬â„¢altra stagione di assedio fortemente incisivo.
Bush con atto autoritario e totalitario decide di avvalersi di un potere, a lui non consentito in riferimento alla situazione specifica e contingente, di nominare senza il parere e la deliberazione del Congresso statunitense, e senza considerare la forte opposizione dei democratici e di una consistente parte dei Senatori Repubblicani, propri sostenitori, il nuovo ambasciatore USA presso il Palazzo di Vetro, John Bolton, “falco” della schiera dei neoconservatori dellà¢â‚¬â„¢impero. Il Presidente statunitense ha considerato essere carattere di eccezionale urgenza la designazione di Bolton, senza esperire le giuste e democratiche procedure, e, pertanto, si è appellato a una norma che affida al capo dello stato la possibilitàƒ di non richiedere la pronuncia del Congresso, in quanto nella sua componente maggioritaria assente per la pausa estiva e vacanziera, se là¢â‚¬â„¢atto è considerabile come urgente per là¢â‚¬â„¢interesse della nazione. Ma in questo caso là¢â‚¬â„¢eccezionalitàƒ consisteva, il 1à‚° agosto 2005, solamente con il fatto che era in corso una guerra in cui gli USA dovevano preservare propri interessi di natura economica e finanziaria nella terra occupata irachena, come asseriscono le parole poco giustificatrici espresse da Bush.
Chi è Bolton? Eà¢â‚¬â„¢ stato sottosegretario alla Difesa sotto il primo governo Bush e aveva ottenuto il compito e la responsabilitàƒ di controllare le armi. Le sue affermazioni riguardanti la grande Organizzazione mondiale sono veramente definibili come un forte attacco e come vilipendio contro la massima istituzione universale, che ha la funzione di garantire la solidarietàƒ tra i popoli. La frase di più rilevante portata è la seguente: à‚«Le nazioni Unite non esistono. Esiste una nuova comunitàƒ di Stati che in alcune occasioni puàƒÂ² essere guidata dallà¢â‚¬â„¢unica potenza rimasta al mondo: gli Stati Uniti dà¢â‚¬â„¢Americaà‚».
Il falco dellà¢â‚¬â„¢amministrazione neoconservatrice ha giàƒ espresso in modo chiaro e netto il suo programma in merito a disposizioni che là¢â‚¬â„¢ONU aveva approvato in passato, ossia che dovessero venire cancellati ed eliminati:
– tutti i riferimenti all’obbligo degli Stati al disarmo nucleare;
– tutti i riferimenti al CTBT (trattato per la messa al bando delle sperimentazioni nucleari)
– tutti i riferimenti all’FMCT (trattato sui materiali fissili)
– tutti i riferimenti all’estensione delle Zone libere da armi nucleari
Con queste dichiarazioni si è dato ufficialmente là¢â‚¬â„¢imprimatur allà¢â‚¬â„¢azione destabilizzante della dottrina di Bush, tramite il nuovo rappresentante Bolton, contro là¢â‚¬â„¢ONU. Unà¢â‚¬â„¢azione, è questa, che prevede il venire meno della sovranitàƒ assoluta dellà¢â‚¬â„¢Organizzazione, di ogni multilateralismo e che promuove ogni sorta di inibizione a una riforma democratica dellà¢â‚¬â„¢istituzione, che consenta di dare applicazione e conseguente attuazione al principio di plurale rappresentanza e rappresentativitàƒ di tutti i popoli e di tutti i paesi e gli stati mondiali allà¢â‚¬â„¢interno degli organi dirigenti e deliberanti con potere decisionale dellà¢â‚¬â„¢organizzazione. La presenza di un sostenitore della fine e del tramonto della funzione e dellà¢â‚¬â„¢importanza della continuitàƒ dellà¢â‚¬â„¢esistenza del Palazzo di Vetro e dellà¢â‚¬â„¢inizio dellà¢â‚¬â„¢era dellà¢â‚¬â„¢unilateralismo statunitense che, avvalendosi dellà¢â‚¬â„¢appoggio di variabili stati accoliti e ascari nel panorama delle alleanze a geometria variabile, alleati nelle imprese belliche di offesa di altri paesi, in nome di interessi economici convergenti e imperialistici, è propedeutica alla totale cessazione della permanenza del multilateralismo e alla legalizzazione di ogni atto illegale e illecito, secondo le convenzioni internazionali, le dichiarazioni dei diritti degli uomini e dei popoli, la Carta fondativa dellà¢â‚¬â„¢Organizzazione stessa, perpetrato dal più forte contro il più debole: ossia la guerra preventiva, globale e continuativa.
Alessandro Rizzo
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