Eà¢â‚¬â„¢ una giornata plumbea, quella di sabato 24 settembre, che minaccia pioggia e precipitazioni immediate: ma la parte democratica di unà¢â‚¬â„¢America che resiste e che ancora esiste, di unà¢â‚¬â„¢America che sta aumentando nelle sue fila cittadine e cittadini dissidenti, denuncianti il fallimento politico di una presidenza senza progetto politico, affossata dalla conservazione dei propri interessi individuali, è scesa in piazza a manifestare con forza e determinazione il loro No a una guerra infame e insensata, e per il ritiro delle truppe dallà¢â‚¬â„¢Iraq [Alessandro Rizzo].
Come tanti fiori che sbocciano, giovani, anziani, adulti, uomini del ceto medio, anche impiegatizio, i famosi colletti bianchi in versione atlantica, soprattutto bianchi, invadono pacificamente il giardino del Mall, davanti alla Casa Bianca e protestano per un taglio rigoroso alle casse pubbliche finanziante lo stato sociale, in nome di investimenti continui in armamenti per foraggiare un esercito in estrema difficoltàƒ occupante un popolo libero e autodeterminato, quale quello iracheno.
I fatti devastanti la popolazione locale, fatta soprattutto di indigenti e di neri poveri e senza occupazione, o con lavori precari e di sfruttamento quotidiano, hanno evidenziato come a New Orleans il governo statunitense non sia riuscito a fare fronte ai gravosi e onerosi danni arrecati dal passaggio nefasto dellà¢â‚¬â„¢uragano Katrina. Non è stata data nessuna assistenza sostanziale e sociale e non è stato garantito nessun aiuto in termini economici e di facilitazione di reperimento di abitazioni alternative. La cittadinanza ha dovuto arrangiarsi completamente e la solidarietàƒ si è riscontrata grazie alla forte unitàƒ sociale che ancora vincola queste persone, alle prese giornaliere delle difficoltàƒ che il sistema neoliberista li mostra.
I soldi pubblici mancavano nel garantire la tutela dei diritti sociali degli angariati abitanti di New Orleans, storico quartiere ricordato per le celebri manifestazioni contro il razzismo e la segregazione razziale: ma, da qualche tempo a questa parte, mancano sempre maggiormente minimi finanziamenti, finora concessi dallo stato, al sistema sanitario pubblico e a quello previdenziale. Queste garanzie saranno lasciate al libero arbitrio del contribuente privato che dovràƒ pagarsi le prestazioni con contratti di assicurazione dallà¢â‚¬â„¢alto valore del premio.
I soldi, invece, non sono venuti meno certamente nel fornire là¢â‚¬â„¢esercito stanziale in Medio oriente armi atte a disseminare terrore e morte in Iraq, oggi, in Afghanistan, ieri e ancora oggi. In Iraq, come denuncia Jymmy Massey, un marine disabile, ritornato dal conflitto nel Golfo, oggi uno dei referenti dellà¢â‚¬â„¢organizzazione à‚«Iraq veterans against the warà‚», là¢â‚¬â„¢esercito americano utilizza, come avvenuto nel massacro di Falluja, nellà¢â‚¬â„¢aprile 2004, là¢â‚¬â„¢uranio impoverito e il fosforo bianco nelle ogive dei missili lanciati dagli elicotteri e nei proiettili sparati a terra dallà¢â‚¬â„¢artiglieria, in piena violazione della Convenzione di Ginevra. Gli effetti sono devastanti, sia dal punto di vista sociale, sia dal punto di vista umano, sia da quello ambientale: civili inermi sono stati uccisi da queste armi, bruciati vivi e arsi. Queste armi, come spiega Jymmy, hanno capacitàƒ di incenerire un veicolo militare, anche blindato. Massey, nel momento in cui criticava questo utilizzo indiscriminato e nel momento in cui si era permesso di criticare le scelte scellerate delle autoritàƒ militari, nonchàƒÂ© di chiedere spiegazioni a riguardo, è stato licenziato dai propri superiori.
Presenti sotto il cielo grigio di Washinghton sono anche le 250 madri dei soldati morti e caduti in questa guerra di occupazione e di invasione, che ha portato solamente distruzione e un sistema totalitario di sospensione dei diritti civili di libertàƒ e di eguaglianza. Con un tendone si accampano a à‚«Camp Caseyà‚», il campo cimiteriale dove sono sepolti, sotto là¢â‚¬â„¢ombra di migliaia di croci, i quasi duemila militari americani morti in Iraq. Cindy Sheehan guida questa folta schiera di donne che, con rabbia e con determinatezza, processano un presidente che ha mentito sulle cause che hanno determinato là¢â‚¬â„¢invio dei propri figli a combattere contro un nemico inesistente e per nome di interessi finanziari ed economici di dominio delle risorse energetiche, beneficiante solamente le casse private delle multinazionali del petrolio. La solidarietàƒ ai manifestanti è portata da un buon numero di veterani del Vientam, anche loro vittime di una scelta belligerante insensata e irrazionale, che presenziano con il proprio corteo a pochi metri dal Campo. Nel campo ci sono molti ricordi dei caduti militari, giovani, magari pieni di speranza, ma stroncati dallà¢â‚¬â„¢efferatezza belluina di un gruppo di potere: scarponi,
biglietti, lettere inviate dal fronte, giubbe grigio verdi, magari qualche foto, qualche giocattolo della propria infanzia.
Il vero patriottismo, quello propugnato dai dimostranti, consiste nel promuovere ciàƒÂ² su cui la vera America si fonda ed è nata: il valore della solidarietàƒ , della libertàƒ , della giustizia, dellà¢â‚¬â„¢autodeterminazione dei popoli, della difesa della democrazia, della pace e della convivenza. Questi principi sono espressi nella Dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti e sono principi forti che hanno dato linfa vitale alla costituzione di uno stato libero. Ma oggi questi principi, il principio della separazione tra potere economico e potere politico, in accezione puramente liberale e illuminista, vengono elusi e continuamente soppressi da unà¢â‚¬â„¢amministrazione che dichiara guerre preventive, globali e permanenti per un predominio imperialista delle risorse naturali appartenenti a popoli autodeterminati e indifesi, e che viola i diritti civili inalienabili e universali, ripristinando sistemi di terrore e di applicazione dellà¢â‚¬â„¢ormai medioevale tortura nei procedimenti penali e di detenzione contro i cosiddetti à¢â‚¬Å“prigionieri di guerraà¢â‚¬?.
I New-global hanno preso là¢â‚¬â„¢occasione per denunciare la presenza di un falco neoconservatore totalitario, Wolfowitz, nel consiglio della Banca mondiale, dove apporteràƒ sistemi strategici e forme di preservazione di quegli interessi finanziari che hanno motivato realmente in senso à¢â‚¬Å“tucidideoà¢â‚¬? la guerra insensata e vergognosa: i movimenti internazionali alternativi chiedono là¢â‚¬â„¢impeachment contro Bush per aver mentito la popolazione dicendo di non impiegare nel conflitto in Mesopotamia armi di distruzione di massa. Al Congresso, la giornata precedente, vi è stata la proposta di un gruppo di deputati democratici, appartenenti allà¢â‚¬â„¢area progressista, ormai costituitasi come soggetto politico istituzionale, che ha previsto un disegno legislativo e regolamentativi finalizzato al ritiro immediato delle truppe dallà¢â‚¬â„¢Iraq occupato. Là¢â‚¬â„¢America di John Beats, là¢â‚¬â„¢America dei valori democratici, là¢â‚¬â„¢America della pace e della solidarietàƒ , là¢â‚¬â„¢America che alza la testa e che difende i propri diritti e quelli degli altri esseri umani, degli altri popoli, là¢â‚¬â„¢America delle grandi mobilitazioni contro il sistema capitalistico degli anni 60/70, là¢â‚¬â„¢America contro la guerra in Vietnam, là¢â‚¬â„¢America contro la segregazione razziale, ha alzato la testa e si è fatta sentire e vedere. Ed è molta.
Alessandro Rizzo
Be the first to comment on "Il cielo sopra Washinghton"