Il 3 ottobre 2005 è stato raggiunto l’accordo per l’avvio dei negoziati di adesione della Turchia all’Ue. Il Governo di Ankara ha accettato la bozza di intesa approvata in precedenza dai 25 Paesi dell’Unione. Entusiasta il vicepremier turco Abdullah Gul: ”Per noi è l’inizio di una nuova era”. Un Paese musulmano di 70 milioni di abitanti si affaccia in Europa. Per la Turchia sembra il punto dà¢â‚¬â„¢arrivo di un processo iniziato allà¢â‚¬â„¢indomani della Prima Guerra Mondiale e del crollo dellà¢â‚¬â„¢Impero Ottomano. Quanto conta ancora oggi là¢â‚¬â„¢ereditàƒ di AtatàƒÂ¼rk? [Antonello Sacchetti, Il Cassetto]. La Turchia è un Paese musulmano, ma non è uno Stato islamico. La stragrande maggioranza della sua popolazione è di fede musulmana (il 99 per cento) ma il suo ordinamento statale e le fonti del suo diritto (penale e civile) non hanno nulla a che fare con il Corano. E’ un caso unico. La Turchia è cioè uno Stato laico. Là¢â‚¬â„¢eccezione turca è frutto dellà¢â‚¬â„¢opera di uno dei personaggi più interessanti del Novecento: Mustafa Kemal (1881-1938), detto AtatàƒÂ¼rk.
La nascita della Turchia moderna
L’Impero Ottomano si sgretola con la Prima Guerra Mondiale. La Turchia, sconfitta insieme a Germania e Austria, vede il proprio territorio ridotto alle sole province dellà¢â‚¬â„¢Anatolia non cedute ai Greci. Ma quando il trattato di Sèvres (1920) assegna anche Smirne alla Grecia, i Turchi insorgono. Il trattato, non ratificato dal parlamento turco, costituiràƒ il bersaglio della rinascita turca, guidata da Mustafa Kemal, il quale è emerso, nel corso delle vicende drammatiche della guerra, come figura assolutamente eccezionale per dirittura morale, chiarezza di obiettivi politici e valore militare. Brillante ufficiale, aveva percorso rapidamente le tappe della carriera militare. Aveva partecipato alla rivoluzione dei Giovani Turchi (1908), si era distinto nella guerra italo-turca per la Libia e nelle operazioni di Gallipoli e del Caucaso.
Là¢â‚¬â„¢ascesa di Kemal
Nel 1922, ormai con là¢â‚¬â„¢appoggio incondizionato delle Forze Armate, Kemal fonda il Partito del Popolo. Nel frattempo aveva guidato la riscossa armata, liberando il territorio nazionale. La Russia bolscevica e là¢â‚¬â„¢Inghilterra devono fare i conti ormai con la Turchia di Kemal. E si arriva alla revisione del trattato di Sèvres, con una lunga trattativa, che termineràƒ nel 1923 (24 luglio) a Losanna. La Turchia, riconosciuta come Stato indipendente e sovrano, si assicura la piena sovranitàƒ su Tracia orientale, Costantinopoli, Smirne, Cilicia, litorale del Mar Nero e province orientali; e una sovranitàƒ più limitata sugli Stretti, che vengono smilitarizzati, mentre la sicurezza militare di Istanbul viene affidata alla Societàƒ delle Nazioni. Le truppe kemaliste entrano nella capitale. Il 29 ottobre 1924 viene proclamata la Repubblica turca, e sà¢â‚¬â„¢insedia il governo repubblicano, sotto la presidenza di Kemal AtatàƒÂ¼rk.
Il primo Paese musulmano a divenire repubblica
Prima costituzione, provvisoria, nel 1921. Il popolo viene proclamato come là¢â‚¬â„¢unico depositario della sovranitàƒ ; là¢â‚¬â„¢Assemblea Nazionale ne è là¢â‚¬â„¢interprete. Il 13 ottobre 1923 la capitale viene spostata ad Ankara. La nuova Carta Costituzionale viene emanata il 20 aprile 1924. Lo Stato assume la forma repubblicana, la religione ufficiale è quella islamica e la lingua quella turca. La Repubblica è retta dalla Grande Assemblea Nazionale di Turchia (Kamutay), la quale elegge tra i suoi componenti il presidente della Repubblica, che rimane in carica 4 anni ed è rieleggibile.
La grande riforma di Kemal
Fondamentale è la legge del 20 maggio 1928, che sanziona la divisione tra potere religioso e potere politico, nonchàƒÂ© là¢â‚¬â„¢abrogazione dellà¢â‚¬â„¢articolo della Costituzione del 1924 che aveva dichiarato là¢â‚¬â„¢Islam come religione ufficiale dello Stato. La laicitàƒ è il criterio fondamentale del nuovo ordinamento dello Stato. Dal 1923 al 1932 è un susseguirsi di riforme. Kemal abolisce il califfato e i tribunali religiosi (1924); proibisce il fez e il turbante (1925); sopprime le confraternite e gli ordini religiosi, confiscando i loro beni e chiudendo le scuole confessionali, sostituite da scuole laiche statali (1925); impone là¢â‚¬â„¢adozione del calendario gregoriano, troncando ogni legame con la cronologia islamica (1925); abolisce la poligamia e sancisce là¢â‚¬â„¢uguaglianza uomo-donna (1926); sopprime là¢â‚¬â„¢insegnamento dellà¢â‚¬â„¢arabo (1929); sostituisce la lingua turca allà¢â‚¬â„¢arabo nella liturgia, e fa tradurre il Corano in lingua turca (1932); impone là¢â‚¬â„¢adozione del sistema metrico decimale (1932). Nel 1934 si attribuisce il cognome AtatàƒÂ¼rk (padre dei Turchi). A rendere più presente il controllo sulle riforme giàƒ attuate, e a promuovere la necessaria formazione del consenso, vengono istituite nel 1931, in ogni cittàƒ e in ogni paese, le Case del Popolo (corsi di lingua turca, e di altre lingue; letteratura e storia; belle arti e prosa; attivitàƒ ginniche e sportive; assistenza sociale; scuole popolari; musei e biblioteche; mostre e attivitàƒ rurali).
AtatàƒÂ¼rk si ispira dichiaratamente al positivismo di Auguste Comte (1798-1857). Secondo Comte la storia dellà¢â‚¬â„¢umanitàƒ procede linearmente dallo stadio religioso a quello scientifico. La scienza è destinata ad avanzare, la religione è fatalmente condannata a recedere. La resistenza religiosa alla scienza è perciàƒÂ² un ostacolo al progresso. Il modello da imitare, per AtatàƒÂ¼rk, è la Francia, da cui importa anche il termine à¢â‚¬Å“laicismoà¢â‚¬? (laiklik), fino ad allora sconosciuto in Turchia.
Il segno di AtatàƒÂ¼rk
La riforma kemalista è, a giudizio degli studiosi, una delle più importanti costruzioni politiche della storia. Il Partito Repubblicano del Popolo egemonizza la scena politica turca a lungo. Il suo predominio è una scorciatoia verso la modernizzazione e una garanzia sicura contro la rivoluzione sociale di tipo bolscevico. Il modello della Turchia si avvicina a una oligarchia di tipo militare: nel corso degli anni il ceto militare rappresenteràƒ una garanzia contro le tante tentazioni di ritorno al passato.
Là¢â‚¬â„¢Islam turco resiste nel privato
Bandito dalla sfera pubblica, là¢â‚¬â„¢Islam sopravvive negli spazi privati. Eà¢â‚¬â„¢ bene ricordare che la rivoluzione kemalista non istituisce affatto là¢â‚¬â„¢ateismo di Stato. Là¢â‚¬â„¢Islam è praticato da milioni di fedeli e al suo interno vedono la luce nuovi movimenti. I più importanti sono le confraternite sufi della Naqshbandiyya e il movimento riformista Nur (à¢â‚¬Å“Luceà¢â‚¬?) fondato da Said Nursi (1876-1960), che riesce a conservare un proprio ruolo in ambito culturale attraverso i circoli di lettura delle Epistole della Luce, il libro-guida del fondatore.
I militari custodi della laicitàƒ dello Stato
In Turchia il Consiglio per la Sicurezza Nazionale composto dagli alti vertici militari, è il custode del laicismo dello Stato e ha il potere costituzionalmente riconosciuto di interferire pesantemente sul governo civile. Negli anni della Guerra fredda la pressione sullà¢â‚¬â„¢Islam si allenta. I generali credono infatti che là¢â‚¬â„¢Islam sia un buon antidoto contro il comunismo. Il colpo di Stato del 1980 apre la strada a un governo voluto dai generali ma guidato da una personalitàƒ religiosa di ambiente sufi, Turgut Ozal, seguace della Naqshbandiyya guidata dallo sceicco Topcu.
1995: là¢â‚¬â„¢azzardo di Erbakan
Un altro seguace di Topcu, Erbakan, fonda, negli anni Novanta, il partito religioso Refah (à¢â‚¬Å“Benessereà¢â‚¬?), che nel 1995 vince le elezioni. Erbakan osa mettere in discussione il kemalismo e ammicca allà¢â‚¬â„¢Islam oltranzista dei Fratelli Musulmani egiziani. Là¢â‚¬â„¢esercito reagisce con il colpo di Stato à¢â‚¬Å“sofficeà¢â‚¬? del 28 febbraio 1997 in cui lo stesso Erbakan è convinto a promulgare nuove leggi anti-religiose che porteranno alla messa al bando del suo partito Refah.
Con Erdogan non cambia granchàƒÂ©
Il 3 novembre 2002 il partito islamico Adalet ve Kalkinma (Akp, à¢â‚¬Å“Giustizia e Sviluppoà¢â‚¬?), ottiene, con il 34,2 per cento dei voti, la maggioranza assoluta dei seggi del parlamento. Il suo leader Recep Tayyp Erdogan diventa primo ministro qualche mese più tardi. Nel programma dellà¢â‚¬â„¢Akp la sharià¢â‚¬â„¢a (legge islamica), è indicata come un orizzonte ideale piuttosto che come insieme di precetti fissi e immutabili. In questi due anni Erdogan ha dimostrato di essere un alleato fedele degli Usa e di puntare allà¢â‚¬â„¢ingresso nellà¢â‚¬â„¢Unione europea.
Turchia, un modello non esportabile
Allà¢â‚¬â„¢indomani della rivoluzione kemalista, molti Paesi musulmani e arabi guardarono alla Turchia come a un modello da imitare. E invece la à¢â‚¬Å“rivoluzione laicistaà¢â‚¬? rimarràƒ un caso isolato. Una situazione simile alla Turchia di AtatàƒÂ¼rk si sarebbe potuta determinare in Egitto con Gamal Abdel Nasser, soprattutto dopo la nazionalizzazione del canale di Suez nel 1956, atto che lo rese popolare in tutto il mondo arabo.
In realtàƒ , in molti Paesi arabi e musulmani, è mancato un processo di à¢â‚¬Å“laicizzazioneà¢â‚¬? della vita pubblica, ma questo non ha impedito che queste societàƒ conoscessero una secolarizzazione profonda e à¢â‚¬ per certi versi à¢â‚¬ devastante. Eà¢â‚¬â„¢ evidente che oggi in Egitto, Iraq, Siria o Algeria non vi è quasi niente nell’economia, nella politica o nella giurisprudenza che sia conforme alla shari’a. Là¢â‚¬â„¢Islam viene, in un certo senso, retrocesso agli aspetti meno importanti della vita pubblica. Un processo forse inevitabile, ma mai esplicitato e tanto meno guidato. Ecco allora che, come descritto dallo scrittore egiziano premio Nobel Nagib Mahfuz, ”il musulmano medio vive una sorta di sdoppiamento tra una sfera pubblica sempre più ‘occidentale’ e una dimensione privata in cui là¢â‚¬â„¢Islam occupa ancora un ruolo fondamentale”. Ottantà¢â‚¬â„¢anni dopo AtatàƒÂ¼rk, la Turchia fa ancora storia a sàƒÂ©.
Antonello Sacchetti
04/10/2005
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