Era dal 1980, ben 25 anni, che non veniva registrato uno sciopero cosàƒÂ¬ imponente dei trasporti pubblici: la rottura del dialogo ha comportato questa scelta, una scelta dovuta per una battaglia per la tutela e la garanzia dei propri diritti salariali, elementi, questi, spesso, sovente e direi consuetudianariamente, sacrificati in nome dellà¢â‚¬â„¢interesse aziendale e della soddisfazione dei profitti.
Le autoritàƒ locali avevano considerato esserci un miliardo di dollari di perdite nella prima triade di giorni se lo sciopero avesse continuato e il governatore dello stato newyorkese, George Pataki, aveva auspicato, nellà¢â‚¬â„¢interesse della cittadinanza, la ripresa del servizio. E cosàƒÂ¬ è avvenuto, giovedàƒÂ¬ 22 dicembre, quando la categoria ha deciso di riprendere, su invito dellà¢â‚¬â„¢azienda dei trasporti, le trattative e di richiamare i propri associati al lavoro e alla prestazione del servizio. Quanto è accaduto a New York è esemplificativo del grave stato in cui versa lo stato sociale negli Stati Uniti. Il bilancio e la finanziaria federale e, quindi, statale, ha tagliato ulteriormente la spesa sociale, in nome della difesa della patria dal temibile attacco terroristico e dalla minaccia mediorientale, proseguendo nellà¢â‚¬â„¢investimento assurdo in misure di sicurezza militare e in una prosecuzione dellà¢â‚¬â„¢occupazione dellà¢â‚¬â„¢Iraq.
Nonostante sia stato previsto, ma non ancora stabilito, il progressivo rientro dei primi contingenti americani dallà¢â‚¬â„¢Iraq, il peso di anni di ristrettezze economiche e finanziarie, in nome della lotta allà¢â‚¬â„¢à¢â‚¬?Islam minacciosoà¢â‚¬?, graveràƒ anche nei prossimi anni. Le lavoratrici e i lavoratori di New York hanno fatto sentire la loro voce e la loro volontàƒ di ripristinare un sistema che tutelasse innanzitutto i propri diritti e le proprie garanzie: garanzie e tutele che riguardano la propria esistenza, la propria sopravvivenza, la propria vita, il proprio futuro e là¢â‚¬â„¢avvenire della propria famiglia, della propria comunitàƒ . I diritti sociali, per cui questi lavoratori combattono e hanno combattuto, scegliendo una strada, quella dello sciopero dei dipendenti pubblici, praticata ampiamente nei sistemi dove vige da anni un welfare state di stampo europeo, ma non considerata come extrema ratio di rivendicazione salariale e sindacale in un ambito organizzativo di stampo e matrice liberista e capitalistica, come quello statunitense, prevista, anzi, come illegittima nello stato di New York, sono da considerarsi mete di conquista civile per un futuro generazionale di pace e di giustizia sociale.
I soprusi e le angherie derivano dallà¢â‚¬â„¢assenza di misure che possano tutelare i più deboli, i lavoratori. Il sistema liberista e lo sviluppo senza regole permette al più forte di prevaricare sul più debole e di eliminare ogni misura che possa dare uno strumento per rivendicare la propria dignitàƒ di cittadina e di cittadino di una comunitàƒ , in cui i diritti formali non siano solo scritti à¢â‚¬Å“a la carteà¢â‚¬? ma siano anche sostanzialmente applicabili, resi esecutivi, possibili nella loro utilizzazione. Là¢â‚¬â„¢astensione dei lavoratori della TWU dalla prestazione del servizio è un fatto che ha ripercussioni internazionali e che riporta come centrale la questione dello stato sociale come baluardo in difesa dei più deboli: ma è anche una forma di protesta e di lotta contro un sistema di guerra che sacrifica la popolazione per interessi di natura corporativa e finanziaria, individuali e consociativi.
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