La Libia, Gheddafi e gli sbarchi a Lampedusa

Negli anni passati, prima della fine dell’embargo Usa alla Libia (2002), il colonnello Gheddafi , contro il volere del popolo libico, promosse l’arrivo nel paese di enormi masse di immigrati dai paesi africani confinanti, soprattutto, e dai paesi arabi “fratelli”. Più di una volta il colonnello, in televisione reclamò le origini africane della Libia e invitò i suoi concittadini a prendersi almeno una moglie africana, nera, per rinsaldare i legami con i popoli dell’Africa nera, oltrechè dare nuova linfa alla razza libica [di Cireneo – Cani Sciolti].

I Libici non riuscivano a capire il perché di una simile politica, tanto più che gli immigrati , una volta entrati nel paese non ricevevano alcuna assistenza ed erano costretti a vivere per le strade con tutte le conseguenze che un fenomeno di questo genere comportava : vero o falso che fosse, molti fatti criminosi venivano imputati ai nuovi arrivati che , in realtà non trovavano né lavoro né alloggio ed erano costretti a vivere di espedienti e, quando andava bene, di lavori molto saltuari. Si parlava, allora di qualche milione di immigrati che si era riversato nelle maggiori città e in particolare a Tripoli e a Bengasi.

Si ebbero diversi episodi di intolleranza , soprattutto dovuti a crimini sessuali, ma il governo libico difese sempre con molta determinazione gli immigrati, contro il proprio popolo che non capiva il motivo di questa invasione ( perché di questo si trattò) e non facendo assolutamente nulla per favorirne l’integrazione; va detto che già in quegli anni esisteva , ed esiste tuttora, una grave disoccupazione, per lo più giovanile, che rendeva l’integrazione oggettivamente difficile. Era abbastanza comune , in quel periodo, che politici Africani dei paesi confinanti con la Libia rendessero visita al colonnello Gheddafi a Sirte e che riunioni a qualsiasi titolo, purchè coinvolgenti l’ Africa , avessero luogo a SIRTE con la sponsorizzazione del governo libico. ( per chi conosce la Libia, governo libico vuol dire esclusivamente colonnello Gheddafi, perché nel Paese nulla avviene che il colonnello non voglia o, quantomeno, sappia e, quindi, ammetta).

Si diceva anche che i politici Africani ripartivano carichi di “doni” e questo era un buon incentivo a tornare ancora, per rendere sempre più saldi i legami tra questi paesi e la Libia. Tutti gli sforzi del colonnello furono alla fine premiati, quando una signora libica fu eletta a capo della commissione per i diritti civili dell’Onu , con il determinante voto di quei paesi Africani che così bene erano stati trattati dal colonnello. Successivamente i vari Embargo a cui la Libia era stata sottoposta ( Ue, Onu, Usa ) vennero tolti, e con l’ indennizzo delle vittime di Lockerbie il Colonnello è tornato a essere una brava persona, e così pure i suoi figli, che, non si sa a quale titolo, vengono ricevuti, e non solo in Italia, come principi ereditari.

A questo punto la politica di “Africanizzazione” della Libia poteva ritenersi esaurita in quanto non più necessaria e rimaneva il problema di quei milioni di poveretti che erano stati attratti col miraggio del lavoro in un paese che ha sì grandi risorse petrolifere, ma non aveva bisogno di quella forza lavoro. Purtroppo per loro pur essendo stati invitati a venire in Libia , si trovavano, e si trovano, in mezzo ad una strada e senza alcuna prospettiva di migliorare le loro condizioni. Rimaneva il problema di che cosa farne! Ecco che il colonnello , il quale avrà molti difetti ma non è né stupido né difetta di astuzia, ha trovato il sistema per prendere i due classici piccioni con una fava.

Non si può dire che il regime libico, o personaggi in qualche modo vicini, speculi economicamente sugli imbarchi da Zwara, che è l’unico porto da cui questi disgraziati vengono imbarcati per l’Italia, ormai da molto tempo; quello sicuramente certo è che il regime , che tutto sa e tutto vede, non fa niente per impedirlo, al punto che, è lecito pensare che questi invii, perché di invii si tratta,( a parte togliere dei disgraziati dalle strade) siano usati come arma di pressione nei confronti dell’ Italia per ottenere qualcosa che non si vuol dire o che non si può concedere.

In altre parole , la richiesta libica di compensazione dei danni di guerra è sempre stata sottovalutata dai vari governi italiani al punto che il colonnello ha sempre alzato la cifra fino a chiedere la costruzione di una nuova litoranea dal confine libico a quello egiziano : non so su quali basi il colonnello finirà per accettare la proposta italiana , ammesso che , prima o poi , gliene venga formalizzata una, ma in mancanza di un accordo formale e solenne, stiamo pronti a continuare a ricevere altri sbarchi a Lampedusa ancora per molto e molto tempo a venire, perché di disperati da inviarcene ne ha ancora molti.

Cireneo – Cani Sciolti  20 agosto 2006

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