Il prossimo congresso del Movimento dei Lavoratori Rurali senza Terra (MST) in Brasile

È un esercito 14 milioni di persone che convivono quotidianamente con la fame mentre 72 milioni si trovano in situazione di insicurezza alimentare. Sono i poveri delle grandi città del Brasile, un paese che oggi conta oltre 190 milioni di abitanti. Ma sono anche i poveri dell’agro, vittime di una riforma agraria mai attuata e di un’economia patrimonialista, dove chi possiede la terra possiede tutto, compreso il potere politico, chi non la possiede muore di fame.

Una delle voci di protesta più importante è il Movimento dei Lavoratori Rurali senza Terra (MST), che dall’11 al 15 giugno inizierà il sui quinto congresso nazionale. Si terrà a  Brasilia, con la partecipazione di oltre 17.000 delegati da tutto il paese ed il motto “Riforma Agraria, per la Giustizia Sociale e la Sovranità Popolare”. I congressi passati, svolti ogni 5 anni sono avvenuti a Curitiba, nel 1985, ed a Brasilia nel 1990, nel 1995 e nel 2000.

In passato c’era il latifondo. Oggi, oltre al latifondo, c’è il sistema agroindustriale funzionale agli interessi dei ricchi proprietari terrieri e delle multinazionali esportatrici di prodotti agricoli. È in questo contesto che in Brasile iniziano le mobilizzazioni collettive e le prime occupazioni di terra, appoggiate dalla nascita della Commissione Pastorale per la Terra (CPT) nel 1975. In pochi anni si forma un movimento organico, che celebra il suo primo congresso nel 1985 a Curitiba, nello stato del Parà, dove si afferma il diritto dei lavoratori e delle lavoratrici rurali alla terra, e si definisce la strategia delle occupazioni. Da allora il movimento cresce esponenzialmente fino ad arrivare a comprendere, attualmente, oltre 2 milioni di persone che utilizzano le occupazioni come strumento di accesso alla terra.

In primo luogo, si individuano gli appezzamenti di terra che non possiedono proprietari o la cui proprietà è certificata da titoli illegittimi. La seconda tappa è quella della marcia e dell’occupazione delle terra. Queste azioni sono organizzate in modo fa avere un buon impatto mediatico, per attirare l’opinione pubblica, evitare la repressione nel sangue degli occupanti e trasformare un problema giuridico in un problema politico. Il più delle volte gli occupanti sono allontanati dalla terra che hanno occupato attraverso una decisione di un tribunale. Nasce così un accampamento contiguo alla proprietà. L’accampamento prevede la creazione in un complesso sistema sociale. Vi possono vivere alcune migliaia di persone ed al suo interno si costruiscono una chiesa, una scuola ed altre strutture abilitate alla formazione e di organizzazione politica L’accampamento può rimanere in piedi anche diversi anni, fino a quando il governo non affida ufficialmente una terra agli occupanti.

Il lavoro dell’MST che, insieme alle occupazioni, prevede campagne d’informazione e di sensibilizzazione, ha l’obiettivo di presentare alla società l’importanza di una riforma agraria che assicuri una ridistribuzione della terra e la sovranità alimentare. Dalla prima occupazione, 22 anni fa, queste richieste nono sono mai state attuate in pieno. Non è stata sufficiente l’elezione di Lula, il presidente operaio scelto tra le file del partito dei lavoratori (PT) e fortemente appoggiato dai movimenti popolari, a soddisfare le richieste dell’MST e di tutti i senza terra del paese.

L’MST è parte del Coordinamento Latino Americano delle Organizzazioni del Campo (CLOC) e di Via Campesina la rete mondiale di organizzazioni di lotta per la terra. Rappresenta una delle più importante organizzazione di lotta per la terra.

Antonio Graziano

 

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