Dopo l’attacco sferrato in aprile a Thioro, che ha causato circa 400 morti, centinaia di feriti e migliaia di sfollati il numero dei beneficiari dell’intervento di COOPI nel distretto di Goz Beida, nell’est del Ciad, è notevolmente aumentato passando da 35mila a circa 110mila persone. In quest’area al confine con il Sudan, infatti, oltre ai profughi in fuga dal Darfur si sono riversate 12mila persone fuggite dai loro villaggi a causa dei ripetuti attacchi di gruppi armati alla popolazione civile. Di questi, 65mila sono accolti nei campi in cui COOPI si occupa di salute e nutrizione. Nei campi di accoglienza di Djabal e di Goz Amir, COOPI gestisce due centri di lotta alla malnutrizione che curano i profughi del Darfur, gli sfollati interni e la popolazione locale. A metà giugno lo stato nutrizionale dei bambini sotto i 5 anni ha mostrato un tasso di malnutrizione globale inferiore al 7%, di cui 1,2% di malnutrizione severa e 5,7% moderata.. Sono dati molto incoraggianti, spiega Gigliola Pantera coordinatrice dei progetti di COOPI in Ciad proprio in considerazione della condizione generale della popolazione ciadiana e della distribuzione umanitaria di cibo ancora insufficiente nei campi dove gli sfollati vivono senza possibilità di accesso ad altre fonti di sostentamento. E’necessario ora un grande impegno di tutti gli attori umanitari per garantire cibo, acqua e condizioni igieniche accettabili nei campi sovraffollati, per diminuire l’alto rischio di epidemie. E’ anche importante agire a monte, sui fattori che causano la malnutrizione, cioè affidando ai beneficiari terra da coltivare ma soprattutto creando le condizioni di sicurezza necessarie affinché possano iniziare a fare ritorno nei propri villaggi di origine e recuperare la propria autonomia. Nei centri di COOPI, i bambini malnutriti sono presi in carico dal punto di vista nutrizionale e medico fino al recupero del giusto rapporto tra altezza e peso. Gli operatori di COOPI seguono instancabili i bambini per garantire loro il diritto di vivere e di crescere. Con due ospedali nei campi profughi, cinque centri di salute nei campi per gli sfollati, un ospedale di distretto a Goz Beida, un’antenna chirurgica a Koukou, due centri nutrizionali attivi e uno che sarà aperto a metà luglio, COOPI rappresenta un importante punto di riferimento per l’assistenza medica a rifugiati e sfollati in tutta la parte sud-est del Ciad, la più colpita dallo sfollamento della popolazione civile spiega Giacomo Franceschini, responsabile per COOPI dei progetti in Ciad. Oltre 15 operator internazionali di COOPI, tra infermieri, medici, farmacisti e personale tecnico di supporto, , si coordinano con altre Ong e organizzazioni internazionali per garantire la massima efficienza nell’assistenza alla popolazione e per garantire un rinforzo delle capacità locali in modo da creare servizi di salute sostenibili e permanenti. COOPI è presente in Ciad da quindici anni con interventi sanitari. In particolare, nel distretto di Goz Beida COOPI ha sempre gestito l’unico ospedale a disposizione della popolazione nel raggio di 200 chilometri: garantendo cure, interventi chirurgici e formazione del personale locale. Per questo motivo, non appena è iniziato l’esodo dal Darfur, COOPI, con il contributo di UNHCR, è stata pronta a garantire assistenza medica ai profughi. Allo stesso tempo la conoscenza del territorio e delle comunità, e l’importante sostegno di ECHO (agenzia umanitaria della Commissione Europea), hanno permesso di rispondere all’emergenza sanitaria creata dal fenomeno dello sfollamento della popolazione civile. Per ulteriori informazioni: www.coopi.org, Per sostenere l’impegno di COOPI per profughi e sfollati in Ciad: • c/c postale 990200 – intestato a COOPI-Cooperazione Internazionale, via De Lemene 50 20151 Milano • c/c bancario numero 000000102369 Banca Popolare Etica – sede di Padova, Piazzetta Forzaté 2 – ABI 05018 CAB 12100 – IBAN IT 08 S 05018 12100 000000102369 CIN S – SWIFT/BIC CCRTIT2T84A, intestato a: COOPI – Cooperazione Internazionale, via De Lemene 50, 20151 Milano
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