Rete dei Comuni Solidali


Una piccola cittadina diventa capofila di una rete di comuni che sostengono alcuni progetti di sviluppo nei paesi poveri. Con un motto: venite a toccare con mano.
di Tiziana Montaldo

àˆ stato il peperone a fare la ricchezza di Carmagnola, una cittadina di 25 mila anime alle porte di Torino. Ma quel peperone è arrivato da lontano, dal Perù. «Abbiamo ricevuto tanto da alcuni paesi del Sud – dice Coco Cano, assessore alla cultura e alla solidarietà del Comune di Carmagnola- ed è giusto cominciare a restituire qualcosa». E così nella terra delle Langhe, famose per il pregiatissimo vino e le specialità culinarie, è nata un anno fa la Rete dei Comuni Solidali, grazie alla sinergia di alcuni sindaci e amministratori piemontesi [Carmagnola, Alba, Racconigi, Bra] che hanno voluto così proporre un modo alternativo di fare solidarietà ‘dal basso’.

I comuni per il mondo
Oggi i comuni del Nord e del Sud del mondo aderenti al progetto della Rete sono una quarantina.Quelli italiani quasi tutti del nord d’Italia, anche se non mancano cittadine come Ciminà a Catanzaro. Denominatore comune di tutti i progetti è: progetti concreti da toccare con mano. A Yurimaguas, piccola cittadina peruviana, in mezzo alla foresta Amazzonica si sta cercando di avviare una panetteria e una gelateria per i turisti che darebbero lavoro ad una cinquantina di persone. Per questo si cercano esperti di arte bianca e di gelati, ma anche attrezzature dimesse che possono essere consegnate al comune di Carmagnola che provvederà a farle arrivare a destinazione. In El Salvador, nella piccola cittadina di San Francisco Echavarria invece servono libri e arredi per la realizzazione di una biblioteca. Sul sito si possono vedere tutti i dettagli del progetto comprensivi dei costi di ognuna delle voci.

Come aderire passo a passo
I Comuni che vogliano entrare nella Rete possono farlo approvando un ordine del giorno consiliare che indichi chiaramente la volontà di istituire uno specifico capitolo di bilancio destinato ad attività di solidarietà e di cooperazione internazionale, e ovviamente, aderire ai principi della Carta. All’Ente verrà in questo modo riconosciuto il marchio di ‘Comune o Provincia solidale’. La quota annua di iscrizione è di 25 euro per i paesi con una popolazione inferiore a 5000 abitanti e 50 euro con quelli con più di 5000. Ma la Rete nasce anche per sfatare un luogo comune: quello per il quale per promuovere la cooperazione siano necessarie grandi cifre a disposizione ed uffici con personale a tempo pieno. Così non è, e lavorando insieme è possibile superare molti dei problemi tecnici e pratici. In questo modo anche il piccolo comune di Sambuco in provincia di Cuneo dove vivono 89 abitanti ha potuto aderire al progetto. Senza però voler sostituire la grande Cooperazione Internazionale, che spesso però necessita di tempi molto più lunghi per rispondere alle richieste di aiuto.

Una legge e una campagna
La legge italiana ha offerto inoltre un’altra possibilità . La 68 del 1993 stabilisce che ‘I Comuni e le Province possono destinare un importo non superiore allo 0,80 per cento della somma dei primi tre titoli delle entrate correnti dei propri bilanci di previsione per sostenere programmi di cooperazione allo sviluppo ed interventi di solidarietà internazionale’. In Italia, per sensibilizzare gli Enti locali sull’applicazione di questa legge, è stata lanciata a settembre una campagna dall’Unità cooperazione e sviluppo dei popoli [Ucodep] in collaborazione con molte realtà del volontariato tra le quali Volontari nel Mondo- Focsiv e l’Associazione ong italiane. E poi per ‘rimpinguare i forzieri’ via alla fantasia: mostre, partite di calcio, conferenze, cene, spettacoli e raccolte nei negozi, possono essere tutte valide idee per raccogliere fondi. Per chi lo desidera può anche diventare un’occasione per visitare le associazioni e ‘toccare con mano’ le situazioni dei Paesi del Sud con cui si coopera.

Vado, vedo e torno
Massima trasparenza è stato fin dall’inizio un principio irrinunciabile. Per questo il Comune di Carmagnola ha promosso un viaggio in Perù per permettere ai cittadini che lo desideravano di andare a ‘toccare con mano’ i progetti sostenuti. Come racconta Francesca Gaveglio, carmagnolese che ha aderito al viaggio. «Abbiamo visitato Lima, Cuzco, Yurimaguas. àˆ stata un’esperienza bellissima. Io e mio marito abbiamo sempre viaggiato con le grandi agenzie e pernottavamo in grandi alberghi. In questo tour abbiamo potuto conoscere la gente, parlare con loro. Abbiamo visto le baraccopoli senza luce e senza acqua e ciò che più mi ha colpito era la povertà dignitosa e decorosa di questa gente. Non ci chiedevano niente e ci ospitavano nelle loro case a bere le loro bevande». Un’esperienza che ha lasciato davvero il ‘segno’. «Quando sono tornata – continua Gaveglio – mi sentivo arricchita e la mia vita, dopo questa esperienza, è cambiata molto. Qui in Italia ci lamentiamo tutti della politica, di ogni minimo malanno, di tutte le difficoltà , ma in realtà ho capito stando là che siamo dei privilegiati e, a volte, degli egoisti». Un viaggio che sembra essere solo l’inizio. « Spero proprio di poter fare molte altre esperienze come questa e, nel frattempo, abbiamo deciso con mio marito di collaborare con il nostro comune nelle iniziative di solidarietà che deciderà di portare avanti».

Per aderire alla Rete dei Comuni Solidali si può fare riferimento all’ufficio Pace e Solidarietà del comune di Carmagnola ai numeri: 011/9724236 oppure 011/9724238. Oppure su www.comunisolidali.org.. La campagna di sensibilizzazione per le adesioni è gestita dall’Ucodep dove si possono anche chiedere i materiali per la delibera. Info: 0575/907826 oppure www.ucodep.org.

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