Spesa più cara? BOOM degli Hard discount

La cura anti-rincari si chiama “hard discount”. E' in quei luoghi spartani e pieni di scatoloni, dove le marche sono bandite dagli scaffali e la convenienza é offerta allo stato puro, che gli italiani cercano riparo dalla corsa verso l'alto dei prezzi.

E le multinazionali? Hanno capito e si sono attrezzate di conseguenza. Da tempo hanno iniziato a rifornire i discount con le loro linee di prodotto meno note, realizzate magari per altri mercati in Paesi come il Brasile. Risparmiano anche loro: non devono scucire nemmeno un dollaro per il lancio pubblicitario del”brand”.

 


Lo rivela uno studio di AcNielsen: il peso dei marchi privati-quelli che non si vedono mai negli spot televisivi ma costano meno – é cresciuto del 10 per cento in Italia-con un valore di oltre due miliardi di dollari -e si stima che possa aumentare di altri dieci punti percentuali nell'immediato futuro. A luglio, fa sapere l'lstat, le vendite nel discount sono aumentate del 4,5 per cento rispetto all'anno precedente. E l'incremento é stato del 5,5 su base annua nei primi sette mesi del 2003.
In tempi di inflazione che sale, gli italiani fanno molto più caso di prima al portafogli. E preferiscono i “Choco sticks” ai Togo Pavesi, la “Cola Blues” alla Coca cola, la “crema spalmabile alla nocciola  Dolciando” alla più nota (e oggetto di culto) “Nutella”. La ragione é semplice, banale: quanto a convenienza, gli hard discount non tradiscono mai. Secondo Nielsen, il risparmio oscilla da un minimo del 18-20 per cento (per i prodotti banco frigo,i surgelati e i cosmetici) a un massimo del 43-45 per cento (sanitari, farmaci e prodotti per la cura persoriale).Un affarone anche i pannolini, i prodotti per I'igiene femminile e le bevande alcoliche e analcoliche, per i quali si risparmia in media il 32-33 per cento. Ma anche i dolci, i biscotti, la cartoleria, i prodotti per la casa (tra il 26 e il 30 per cento pitt economici) e il cibo per neonati (24). Secondo la rivista Altroconsumo, invece, e alla birra che va la palma della convenienza: può costare fino al 61 per cento in meno che negli altri negozi. Quasi sempre viene dalla Germania o dall'Austria. Ed é anche buona. Sebbene abbiano nomi oscur, infatti, tutti questi prodotti, non necessariamente sono di serie B: semplicemente, sul loro prezzo non gravano le spese di pubblicità e incidono meno i costi di distribuzione. Una recente ricerca di Altroconsumo mostra che i consumatori si dividono praticamente a metà tra coloro che ritengono “medio-buoni” i prodotti dei discount,e quelli che li ritengono “mediocri”. In particolare, il risultato è più che positivo per il miele: confrontando il gradimento nei confronti di una confezione di marchio riconosciuto con l'offerta più economica, si è scoperto che a fronte di un risparmio del 300 per cento, non viene percepita alcuna differenza per quanto riguarda la qualità . In altri casi, invece, la rivista ha riscontrato giudizi negativi: è  il caso delle cotolette di pollo surgelate, dell'olio extravergine di oliva e delle passate e polpe di pomodoro.
Ma a testimoniare che il gradimento per questi templi senz'anima del consumismo é in crescita é il fatto che dal 1995 a oggi gli hard discount in Italia siano  passati da 450 a 3100, con una massiccia penetrazione in Friuli, Liguria,Veneto,Lombardia e Lazio. Occupano già il 7,7 per cento delle quote di mercato della grande distribuzione: in media, ogni anno un discount vende merce per 2 milioni di euro.
Il boom, del resto, é mondiale: i marchi privati incidono per il 31
per cento nel mercato inglese e per il 38 in quello svizzero.
Anche i tedeschi,i belgi e gli spagnoli sono grandi clienti dei discount.
L'unica nazione dove si registra un lieve decremento sono gli Stati Uniti, dove, però, il settore realizza il valore assoluto più alto: 25 miliardi e 874 milioni di dollari. Il prodotto “senza marca” più venduto al mondo é il latte, che nel 44 per cento dei casi non ha grossi marchi alle spalle. Subito dopo vengono il formaggio,i succhi,la carne, la carta igienica, le verdure in scatola, i vegetali. I gelati e lo yogurt. Quest'ultimo, però, é quello che conquista sempre più rapidamente spazi di mercato.
E le multinazionali? Hanno capito e si sono attrezzate di conseguenza. Da tempo hanno iniziato a rifornire i discount con le loro linee di prodotto meno note, realizzate magari per altri mercati in Paesi come il Brasile. Risparmiano anche loro: non devono scucire nemmeno un dollaro per il lancio pubblicitario del “brand”.

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