Sostenere economie alternative, dare voce alle comunità di produttori ed artigiani, contribuire assieme a IFAT (la federazione di oltre 250 realtà Fair Trade in tutto il mondo) alla costruzione di un network mondiale tra le organizzazioni eque e solidali .
Questi sono gli obiettivi per cui ROBA dell'Altro Mondo (http://roba.coop), cooperativa d'importazione del Commercio Equo italiano attiva nella Rete Lilliput, ha deciso di partecipare al IV World Social Forum di Mumbai. Oltre alla semplice denuncia, aldilà delle dichiarazioni di principio, il Commercio Equo permette di compiere un ulteriore salto in avanti: dimostrare che un'economia alternativa è possibile oltre che auspicabile.
In quasi 50 anni di attività il commercio Equo e Solidale è diventato un movimento globale: diversi milioni di produttori ed artigiani, strutturati in oltre 3000 organizzazioni di base e di coordinamento in più di 50 Paesi del mondo sono il primo anello di una catena del valore etico che porta prodotti e progetti nelle migliaia di Botteghe del Mondo nel Nord (solo in Europa sono 3000, 400 in Italia).
Prodotti e progetti, quelli legati alla Rete di Roba e rappresentati a Mumbai, che parlano della dignità che sta dietro alla tintura dei tessuti annodati (tie-dye) delle donne nepalesi di Manushi, organizzate in cooperativa, o all'impegno di Silence, in India, laboratorio di artisti sordomuti per la creazione di candele profumate, oppure al sostegno che Corr the Jute Works dà a 4000 artigiani della Juta in Bangladesh, creatori delle borse “not for sale”, o al lento rifiorire del villaggio di Thanapara, al confine tra India e Bangladesh, che con l'impegno dell'ong svedese Swallows (rondini) è rinato dagli eccidi della guerra d'indipendenza del 1971 ed oggi si autogestisce mentre i laboratori sono coordinati da una donna.
Una rete di esperienze che si annoderà formalmente con il lancio in prima mondiale del Marchio delle Organizzazioni del Commercio Equo (FTO Mark) il 19 di gennaio. Un marchio di riconoscimento globale rilasciato da IFAT, la federazione internazionale del fair trade, che certificherà quelle realtà che, nel Sud come nel Nord del mondo:
· giustizia negli scambi commerciali
· pagamento di un prezzo equo ai produttori
· protezione di diritti del lavoro e dei bambini
· sostegno alle comunità marginalizzate
· promozione di un sistema di maggiore eguaglianza ed emancipazione
· rispetto per l'ambiente.
Un impegno fatto di informazione, di sensibilizzazione, di promozione di economie alternative, che attraversa i seminari ed i workshop che IFAT (International Federation of Alternative Trade), Fair Trade Forum e le realtà eque e solidali di tutto il mondo hanno organizzato per Mumbai.
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