Mentre l’Autorità per l’energia elettrica invita le aziende a formulare proposte di tariffa bioraria (con tariffa notturna scontata), che potrebbe entrare in vigore il primo luglio, i consumatori sollevano dubbi. Già nel 1990 venne introdotta, ma senza successo, ricorda l’Unione nazionale consumatori, che giudica sconveniente la tariffa bioraria. “Si rischiava di gonfiare la bolletta, se almeno il 70 per cento dei consumi elettrici non avveniva di notte o nei giorni festivi, perché la tariffa diurna era troppo elevata”.
Tuttora, sottolinea l’associazione, sono pochi i consumi che si possono spostare dopo le 21,30, mentre ce ne sono molti che non possono essere programmati, come avviene, per esempio, per frigorifero, congelatore, televisore, illuminazione, condizionatore, frullatore, stereo, computer, forno elettrico. Lavatrice e lavastoviglie, invece, possono funzionare di notte; si può anche aspettare la sera per stirare, ma con tutti questi accorgimenti non si riesce a spostare il 70 per cento dei consumi oltre le 21,30. “Se non ci saranno modificazioni sostanziali, la tariffa bioraria può essere conveniente soltanto per aziende, artigiani e uffici”, conclude l’Unc.
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