“Opero da qualche anno nella certificazione in agricoltura biologica e, sulla base della mia esperienza, vorrei fare qualche considerazione in merito alla validitàƒ del sistema di controllo attualmente applicato…
1) Sulla salubritàƒ e genuinitàƒ dei prodotti biologici italiani nutro purtroppo non pochi dubbi dovuti in primo luogo al fatto che le stesse aziende controllate sono le stesse che pagano per esserlo e quindi, anche se indirettamente, sono le stesse che pagano gli ispettori degli organismi di controllo: mi chiedo, in queste condizioni, quanta libertàƒ d'azione possano avere un organismo ed i suoi ispettori a favore della salute del consumatore finale !
Che poi debbano fare controlli anche gli organi pubblici è vero: resta il fatto che troppo spesso sono condotti solo a livello cartaceo (tenuta dei registri) senza visite nàƒÂ© prelievi in campo.
2) Il sistema di controllo è un vero colabrodo nel senso che chi è furbo, e purtroppo ce ne sono parecchi e pure in crescita, puàƒÂ² farla franca allegramente: basti il dato di fatto che mediamente le aziende ricevono una sola visita all'anno e spesso dopo un precedente contatto telefonico; inoltre è molto difficile cogliere in flagrante un operatore malintenzionato: ad esempio bastano pochi giorni se non poche ore per far scomparire le tracce più evidenti di una concimazione proibita in campo nàƒÂ© è facile controllare eventuali miscelazioni di prodotto biologico con prodotto convenzionale – è questo il caso dei cereali successivamente alla raccolta – o, peggio, la certificazione biologica di prodotti che non lo sono affatto – puàƒÂ² accadere nel settore orto-frutta con i prodotti venduti sfusi e non confezionati accuratamente.
3) Le analisi chimiche, valido parametro di verifica della bontàƒ del metodo seguito, sono in genere impiegate molto poco e a campione, talvolta dietro sospetto di chi ispeziona: credo sia indispensabile campionare in ogni azienda che certifica prodotti bio ogni anno e se necessario più volte.
4) Fino a quando la visita in azienda prevedràƒ la compilazione di una vera e propria montagna di carta occupando la maggior parte del tempo dell'ispezione, non si potràƒ parlare di una seria attivitàƒ di controllo.
PerchàƒÂ© non ridurre la modulistica all'essenziale e dotare gli ispettori ad esempio di computer portatili consentendo cosàƒÂ¬ più visite all'anno e nei momenti cruciali e soprattutto in campo ?
5) Forse si sta perdendo l'etica del biologico a favore della moda del momento e dei contributi pubblici: ormai tutti fanno il biologico e spesso, troppo spesso, l'unico parametro di confronto con l'agricoltura convenzionale è la differenza di prezzo … nient'altro.
Basti pensare alle linee per il biologico di tanti grossi marchi italiani ed esteri.
Che sia necessario educare gli stessi operatori agricoli oltre ai consumatori ?”
Luigi Cenerelli(*) – giugno 2002
Be the first to comment on "Biologico: è tutto oro quello che luccica?"