Secondo un'indagine dell'IREF, l'istituto di ricerca delle ACLI, cresce in Italia il consumo etico e responsabile, che interessa più di un italiano su tre. La tendenza degli ultimi tre anni registra un aumento pari al 7,5%. Dal campione di mille italiani preso in esame si rileva che i consumatori responsabili sono giovani o di mezza età (25-54 anni; 70%), con livello di istruzione medio alto e un lavoro qualificato, abitanti al nord-ovest (37%). Ma la novità importante è che il consumo è per queste persone un altro modo di impegnarsi socialmente e politicamente. Nelle 3 tipologie di consumatori individuate dall'Iref troviamo infatti i tradizionalisti, 47%, a cui preme soprattutto risparmiare, i narcisisti, 37%, che spendono per apparire, e gli etici, 16%, che comprano soltanto prodotti che rispondono a criteri precisi. In questa categoria di solito troviamo anche persone molto attive socialmente e interessate alla politica. Per l'Iref “sembra dunque profilarsi una nuova immagine del militante politico, l'impegnato post-global, ossia un cittadino per il quale i comportamenti di consumo responsabile si configurano solo come la variante, sul fronte dei consumi, di un impegno civico intenso e polivalente” [Metamorfosi.info].
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