Più di un cittadino italiano su tre (36%) pratica il commercio responsabile. àˆ quanto è emerso da un”indagine su un campione di 1000 cittadini italiani, commissionata dalla Fondazione Cariplo e condotta dall”Iref e dalle Acli, a distanza di tre anni dall”ultima ricerca sullo stesso fenomeno. Consumatori responsabili che, nella maggior parte dei casi (56%), risultano fruitori del commercio equo e solidale o del cosiddetto commercio sobrio (51%). Calano invece i boicottatori e i consumatori critici (29%, contro il 39% del 2002). Una piccolissima parte (2%) ricorre infine agli strumenti di finanza etica, come i fondi azionari che investono su aziende responsabili. Il consumo ed il risparmio debbono avere un fine sociale, è questa l”idea di base che motiva il 45% dei consumatori etici, nonostante i prezzi di questo mercato siano spesso mediamente più elevati dei prodotti di tradizionali (in alcuni casi si può registrare fino al 30% in più).
Per quanto riguarda il profilo del consumatore, l”indagine Iref-Acli ha segnalato un”alta percentuale di giovani (il 70% è fra i 25 e i 54 anni), con un medio-alto livello d”istruzione e localizzati per lo più nel nord-ovest del paese (37%). Di fronte a questa situazione, l”Acli ha lanciato ieri la proposta di agevolazioni fiscali per i sostenitori del commercio equo e solidale. Secondo Luigi Bobba, presidente dell”Acli, lo Stato ha il dovere di incoraggiare questo tipo di consumo e il modo più efficace per farlo è di premiare i comportamenti virtuosi, introducendo misure di agevolazione fiscale per chi adotta queste pratiche di consumo coscienzioso, “alternativo”, solidale [Greenplanet].
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