Secondo un recentissimo studio dell’Istituto per il Lavoro e la Famiglia statunitense, i lavoratori americani sono quelli che fanno meno ferie di tutti nel mondo industrializzato (in quello non industrializzato il problema delle ferie non si pone nemmeno, semplicemente perché non esiste il lavoro come lo intendiamo noi). La media negli Stati Uniti è di due settimane l’anno, rispetto ai 39 giorni di vacanza dei francesi, ai 27 dei tedeschi, ai 35 degli olandesi (l’Italia non è stata presa in considerazione). Ma queste due settimane i lavoratori americani non le utilizzano nemmeno tutte. Quest’anno – secondo lo studio – solo il 14\% ha in programma di fare per intero il periodo di ferie cui ha diritto, gli altri o non le faranno del tutto o le ridurranno a pochissimi giorni. I motivi ce li spiega Massimo Gaggi in un servizio sul Corriere della Sera. “Necessità di guadagnare di più, timore di essere considerati poco attaccati al posto di lavoro, semplicemente la considerazione che il superlavoro necessario per sistemare le cose prima di partire e la fatica di riprendere il ritmo al ritorno, rendono la vacanza una fonte di stress più che di riposo” (Corriere, 14/6). Inoltre ci sono molte aziende, soprattutto quelle più piccole, che pagano appositamente i dipendenti perché rinuncino volontariamente alle ferie e lavorino ininterrottamente tutto l’anno.
àˆ anche grazie a questa dura etica del lavoro, di derivazione protestante (è attraverso il lavoro che si ha la prova di far parte degli Eletti da Dio, destinati alla redenzione eterna), che l’America è il Paese più produttivo e ricco del mondo.
Uscito su “Il gazzettino” il 07/06/2005 Autore: Massimo Fini
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