Gonne come ragnatele di seta, lino e rayon, stivali dalle forme elfiche prodotti con pelle ecologica, anelli e collane di pietre e materiali organici, canotte di cotone biologico, vestiti che evocano l’alta moda realizzati con materiali riciclati. Il fashion e l”etico si incontrano a Parigi, alla kermesse che ha preso il via venerdì 13 ottobre. Secondo l’ideatrice di “Ethical fashion show”, Isabelle Quéhé e gli altri organizzatori, i materiali, i modi e le regole di lavoro che portano alla produzione dei vestiti non solo soltanto “dettagli” per il consumatore. E l’aumento generale dell’acquisto di prodotti equo e solidali dimostra che è necessario andare incontro alle esigenze di una parte consistente della popolazione. I vestiti e gli accessori che vengono presentati all’Ethical fashion show rispettano le regole stabilite dall’International Labour Organization, sono realizzati con materiali riciclati, recuperati o artigianali, senza metodi o sostanze dannose per le persone e l’ambiente. Inoltre una parte dei profitti delle imprese viene reinvestito in progetti umanitari. Si prevede che arriveranno circa 5 mila visitatori alla kermesse fashion- etica.
Nessuno stilista italiano, però, parteciperà alle giornate parigine.
“In Italia non c’è ancora la cultura del fashion che si sposa con l’etico, biologico, equo e solidale- spiega Valentina Simeoni dell’Orlo del Mondo, l’unica casa italiana, che produce collezioni di moda equa e solidale. – Il motivo è da individuare nel fatto che le relazioni con i produttori del Sud del mondo sono spesso difficili, i progetti da realizzare sono a lungo termine e il settore della moda è inflazionato, è un mercato dove è difficile emergere. Anche a livello europeo- aggiunge Valentina Simeoni- i produttori etici non sono molti”.
La situazione, però, potrebbe cambiare in un futuro non troppo lontano. La crescente consapevolezza dei consumatori e la concorrenza di Cina e India, rendono il settore della moda etica interessante anche per aziende che hanno sempre perseguito strategie di contenimento dei costi attraverso il sistema di appalti, subappalti e intermediazione.
Redattore Sociale, 12 ottobre 2006
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