Vale anzitutto la pena spendere più di due parole per parlare del perché di un articolo su una piccola ONLUS marchigiana, poiché questo universo è così vasto e frastagliato che si rischia, talvolta, di non discernere nel modo giusto caratteristiche e peculiarità. Perché dunque la Perigeo sale agli onori della cronaca? Dare una risposta a questa domanda è cosa piuttosto laboriosa che cercherò di esplicitare per sommi capi dopo un lungo incontro avuto con Gianluca Frinchillucci e Luca Natali proprio nella sede della Perigeo (Alberto Leoncini).
Il rapporto con gli altri popoli è senza dubbio il collante principale di queste iniziative, ma, questo è bene precisarlo, qui si tratta soprattutto dello sviluppo di un rapporto paritario specie su un piano culturale e umano. Entrare in sintonia con determinati gruppi etnici non è assolutamente impresa facile, quindi il compito che gli operatori e i collaboratori della Perigeo si trovano davanti è tutt’altro che semplice, visto che ciò ha molteplici finalità, dalla mappatura genetica allo studio delle caratteristiche etnografiche e delle peculiarità antropologiche che li caratterizzano.
Non v’è dubbio che il terreno sia scomodo, per tanti motivi: anzitutto per la metodologia operativa scelta: il tenersi fuori dalle polemiche e dal partito preso, lo sviluppare una ricerca nuova e indipendente che si inserisca nel solo della tradizione italiana per le ricerche polari e non solo, lo sviluppo di più piani operativi, dalla didattica, alla ricerca tout court, ma soprattutto alla messa in pratica delle novità sviluppatesi con la ricerca, come ad esempio la ricognizione tramite aerei spia delle sostanze inquinanti presenti su un territorio al fine di prevenire malattie specie in ambito oncologico. Tutto ciò, dunque, in un’ottica di ambientalismo sostenibile e innovativo il cui scopo sia quello di una armoniosa convivenza degli uomini fra loro e rispetto al creato.
Giusto per fare un altro esempio, vale la pena citare lo scambio di disegni coordinato dalla Perigeo fra popolazioni etiopi e groenlandesi, difatti con il disegno si ha una autentica rappresentazione senza mediazioni o artifici, la creazione di un ponte virtuale fra genti e tradizioni diverse è un evidente segno di speranza e apertura verso il confronto.
Quanto ho detto finora potrebbe apparire come un insieme di belle parole e di onirici progetti, ideati da persone che hanno poco i piedi per terra. E’ una critica legittima, ma che viene smentita in modo immediato al solo parlare della Spedizione Saxum (realizzata in collaborazione con Davide Peluzzi dell’Explora Nunaat International), svoltasi fra i mesi di giugno e luglio 2008, ha visto coinvolti sette ricercatori italiani ne distretto di Ammassalik, nella Groenlandia orientale, quale punto di osservazione privilegiato per molteplici fenomeni naturali e antropologici, potendosi peraltro fregiare del sigillo della Presidenza della Repubblica conferito da Giorgio Napolitano, a testimonianza del coraggio e della tenacia che ha animato i protagonisti di quella che, per i risultati scientifici ottenuti, si può caratterizzare come una delle più riuscite attività italiane nell’ambito dell’Anno Polare Internazionale, al quale il nostro governo non ha ufficialmente aderito, dimostrando grande lungimiranza e demandando il supporto a questo tipo di avvenimento alle sensibilità dei singoli amministratori o addirittura, dei privati cittadini.
In campo ci sono molte idee, dalla realizzazione di un nuovo museo etnografico polare a Milano alla creazione di una rete di amici e sostenitori in giro per l’Italia che possano supportare sotto molteplici punti di vista le attività e parallelamente sviluppare un network operativo inserito in un contesto di più ampio respiro, allo sviluppo del progetto “Carta dei popoli artici” (registrata presso il CNR) che già si sta concretizzando come uno dei più originali contributi allo studio polaristico a livello internazionale. Sotto questo profilo il riconoscimento più prestigioso che l’associazione ha ricevuto è stata la prima pagina nel sito dell’Anno Polare Internazionale, che, come detto, si sta tutt’ora svolgendo; occasione nella quale è stato tributato il doveroso omaggio a questo importante ambito di ricerca.
A cura di Alberto Leoncini
Associazione Perigeo Onlus
Via Quasimodo, 5
Civitanova Marche (MC)
tel. +39 339 2591786
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