Con quasi il 4% del prodotto interno lordo, circa 170 mila aziende, il 6% degli occupati complessivi dell’economia nazionale e circa 700 mila volontari, con un valore aggiunto pari a 60 miliardi di euro, l’Altra Economia si mostra, nel Primo Rapporto dell’Altra Economia in Italia (qui in formato pdf) presentato alla Festa Nazionale dell’Altra Economia aperta da oggi a Roma, un settore forte capace di contrastare la crisi economica in atto e di proporre nuove strade alternative ai piani economici futuri (Finansol.it).
I soggetti che realizzano tali attività sono organizzazioni economiche (imprese e cooperative) o sociali (associazioni, comitati, reti, fondazioni,etc.). L’altra economia, dunque, è il tentativo di ricomporre la divaricazione tra comportamenti economici e dimensione sociale, in una prospettiva di sostenibilità ambientale.
La Festa è stata aperta da giovedì 17 settembre a domenica 20 settembre dalle ore 10,00 alle ore 23,00 nell’area dell’ex-Mattatoio alla Città dell’Altra Economia, in Lungotevere Testaccio, ed è promossa e sostenuta dall’Assessorato al Bilancio, Programmazione economico-finanziaria e partecipazione Regione Lazio e organizzata da Aiab, Arci, Ctm Altromercato, Legambiente e Wwf.
Be the first to comment on "Il primo rapporto sull’Altra Economia in Italia"